Un convegno sul nucleare organizzato a Napoli dal ministero dell'Ambiente ha messo in luce il persistente squilibrio di genere nel settore energetico italiano. L'evento, dal titolo "Da Fermi al futuro", si è svolto il 13 luglio presso Villa Sanfelice di Monteforte con la partecipazione del ministro Gilberto Pichetto Fratin. Si trattava della seconda tappa di un tour nazionale dedicato all'energia atomica, dopo l'appuntamento torinese di un mese precedente.

Tra i dieci relatori e moderatori previsti in programma, una sola rappresentante del genere femminile: Gabriella De Maio, professoressa di diritto costituzionale, invitata nelle vesti di esperta. Completamente assenti le donne in ruoli politici o di vertice. Il numero rispecchia una realtà più ampia del comparto: secondo un sondaggio di Italia Solare e Key Energy dello scorso marzo, le donne occupano solo il 35% dei posti di lavoro nel settore energetico, principalmente in posizioni amministrative anziché tecniche. Il dato ancora più critico riguarda la leadership: una azienda su tre non dispone di alcuna donna in ruoli dirigenziali.

L'evento ha registrato anche momenti di criticità dal punto di vista della comunicazione istituzionale. Nel corso dei lavori si sono verificati episodi di battute e commenti dal tenore sessista, rivolti sia a personalità presenti che all'organizzatrice della manifestazione, liquidati come innocente ironia dall'uditorio. Tra gli assenti eccellenti Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell'Anci, che avrebbe dovuto partecipare agli interventi ma ha comunicato impegni conflittuali.

Il convegno si è sviluppato secondo il protocollo tipico degli appuntamenti istituzionali: discorso inaugurale del ministro, interventi di consulenti governativi e costituzionalisti come Giovanni Guzzetta, tavole rotonde con funzionari del Mase. La moderazione è stata affidata a Vincenzo Di Vincenzo, direttore del quotidiano napoletano Il Mattino, media partner dell'iniziativa. Gli argomenti trattati hanno riguardato le prospettive dell'energia nucleare nel contrasto al caro-energia, con particolare attenzione agli effetti della crisi climatica sui consumi.

L'episodio napolitano rappresenta un campanello d'allarme rispetto alla necessità di favorire una maggiore inclusione delle competenze femminili nelle sedi decisionali e negli spazi pubblici dedicati alle politiche energetiche. La sottorappresentazione delle donne, sia nei ruoli tecnici che in quelli strategici, riflette dinamiche consolidate in un settore storicamente a dominanza maschile, nonostante le dichiarazioni formali di apertura alla parità di genere.