Robert De Niro ha fatto tappa a Roma in una missione particolare: seguire personalmente il lavoro di restauro di Novecento, il monumental film diretto da Bernardo Bertolucci nel 1976 che lo vide protagonista assoluto accanto a Gérard Depardieu. La visita dell'icona del cinema americano ha scatenato reazioni caloriche tra gli ammiratori, con manifestazioni di entusiasmo che hanno ricordato più l'atmosfera di uno stadio che quella di una sala proiezione.
L'operazione di restauro rappresenta un'occasione per restituire nuova vita a uno dei capolavori della cinematografia mondiale, un progetto ambizioso che permette di recuperare la qualità visiva del film in tutta la sua magnificenza originaria. De Niro, visibilmente interessato al processo, ha voluto essere presente per toccare con mano come i tecnici stanno riportando alla luce i dettagli del suo lavoro di quasi cinquant'anni fa.
Ciò che ha sorpreso durante l'occasione è stata la franchezza dell'attore nel riconoscere i limiti della sua memoria riguardo alla realizzazione del film. De Niro ha infatti ammesso di non ricordare numerosi dettagli di quella intensa esperienza sul set, un'onestà che testimonia il passare del tempo e la mole di progetti realizzati nella sua straordinaria carriera. Nonostante questi vuoti mnestici, la sua presenza rimane simbolica di un legame indissolubile con quella produzione che ha segnato un'epoca.
Novecento rimane una pietra miliare nella storia del cinema europeo, capace ancora di attrarre l'attenzione di pubblico e critica a distanza di decenni. Il restauro odierno permette non solo agli spettatori contemporanei ma anche allo stesso De Niro di riscoprire immagini e scene con una freschezza quasi nuova, un dialogo affascinante tra il presente e la memoria cinematografica.