Michele Fabbri, giornalista scientifico, e Beatrice Pavasini, fotografa e insegnante di yoga, hanno realizzato un'opera ibrida e articolata che sfugge alle categorie tradizionali: non è un semplice manuale tecnico, ma nemmeno un'indagine puramente accademica. La motivazione sottesa è profonda: due praticanti affascinati dal proprio maestro hanno deciso di trasformare questa passione in uno strumento di analisi critica, affrontando quasi 400 pagine dense di contenuti e illustrazioni fotografiche.

Ciò che emersa con chiarezza è una questione paradossale ma reale: negli ultimi anni sta crescendo tra gli studenti di yoga una sorta di "ansia da autenticità". A fronte della proliferazione di stili, scuole e metodi occidentali degli ultimi decenni, sempre più persone si interrogano sulla genuinità di ciò che praticano. Fabbri sottolinea nell'introduzione come lo yoga posturale contemporaneo sia diventato un prodotto commerciale a tutti gli effetti, inserito in un mercato competitivo dove anche la figura del maestro segue logiche economiche ben precise. Un fenomeno che riflette la trasformazione della disciplina da pratica spirituale radicata in una tradizione millenaria a bene di consumo globalizzato.

Il libro affronta la questione attraverso due prospettive complementari. La prima parte, settanta pagine di introduzione ricca di contesto storico e filosofico, ricostruisce l'evoluzione dello yoga dalle sue origini fino alle manifestazioni contemporanee, tutt'altro che un percorso lineare o banale. La seconda parte si concentra sull'Astanga yoga, letteralmente "lo yoga delle otto membra", analizzato attraverso otto capitoli che riprendono questa struttura tradizionale e arricchiti da fotografie che mostrano le varie posture eseguite dal maestro Jamuna.

L'ambizione dichiarata dagli autori è fornire un "solido punto di riferimento" a chi desidera orientarsi nel mare magnum dell'offerta yogica contemporanea. Utilizzando gli strumenti di ricerca occidentale ma dal punto di vista di osservatori esterni, intendono posizionare l'insegnamento di Jamuna nel contesto dei prodotti disponibili sul mercato, offrendo ai lettori un modo preciso per collocare la propria pratica entro la realtà varia e mutevole dello yoga moderno. Un'operazione che risponde a un bisogno crescente e diffuso: comprendere se quello che stiamo praticando è davvero la disciplina originale o una sua versione adattata e commercializzata.