La multinazionale americana Palantir ha avanzato una proposta ufficiale all'Italia per fornire una piattaforma software basata sull'intelligenza artificiale destinata alle forze di polizia. La notizia, riportata dal Messaggero domenica 22 marzo, accende i riflettori su una trattativa che procede da almeno due mesi tra l'azienda del miliardario americano Peter Thiel e i vertici della pubblica amministrazione italiana. Al centro dell'operazione c'è un contratto quadriennale dal valore di circa 20 milioni di euro, che dovrebbe essere affidato alla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, il settore che gestisce il Comitato di analisi strategica antiterrorismo.

Secondo quanto emerge, il software proposto potrebbe essere Gotham, la piattaforma che Palantir utilizza già in Germania per l'analisi predittiva di fenomeni criminali. Il sistema consentirebbe alle autorità italiane di incrociare dati sensibili provenienti dalla Digos al fine di identificare e contrastare attività terroristiche e criminali. Una lettera ufficiale di Palantir Italia datata fine gennaio formalizza questa proposta, che ha già generato discussioni tra i vertici della polizia italiana nei giorni intorno al cambio di febbraio.

Tuttavia, l'esecutivo sta procedendo con cautela. Palazzo Chigi ha posto come condizione vincolante l'espletamento di una procedura di gara pubblica prima di qualsiasi sottoscrizione. La ragione di questa prudenza risiede nelle implicazioni di sicurezza e privacy: qualora Palantir ottenesse il contratto, avrebbe accesso almeno parziale al Sistema di Indagine del Viminale, il database che centralizza le denunce e numerose altre banche dati sensibili delle forze dell'ordine.

La contiguità di Thiel con questioni geopolitiche delicate non facilita l'iter. L'imprenditore è noto per il supporto fornito all'agenzia americana per l'immigrazione durante l'amministrazione Trump, nonché per i rapporti commerciali mantenuti con l'esercito israeliano. Il governo italiano, pur non chiudendosi completamente all'ipotesi, vuole mantenere una certa distanza formale dal dossier per evitare critiche sulla trasparenza dei processi decisionali.

Non è la prima volta che Palantir contatta il nostro Paese: la società mantiene già accordi attivi con il Ministero della Difesa. L'eventuale ampliamento verso il settore della sicurezza interna rappresenterebbe però un salto significativo in termini di accesso ai dati. La procedura di gara pubblica rappresenta così il tentativo dell'amministrazione di bilanciare l'interesse nelle nuove tecnologie di sicurezza con la necessità di mantenere trasparenza e controllabilità delle scelte strategiche.