Nel biennio 2020-2021, durante l'emergenza pandemica, numerose voci della sinistra italiana sostennero la necessità di misure restrittive immediate, con la promessa che sarebbero state il prezzo da pagare per rilanciare successivamente il sistema sanitario pubblico. Oggi, nel 2026, quella riorganizzazione non è mai avvenuta. Come sottolineano l'epidemiologa Sara Gandini e Paolo Bartolini, siamo passati da una narrazione di guerra contro il virus a quella di uno scontro geopolitico continuo—prima contro la Russia, poi verso i Paesi musulmani—senza mai affrontare il vero nodo strutturale del Paese.
Ciò che colpisce è la scomparsa totale da agenda mediatica e politica di altre crisi altrettanto gravi: la povertà dilagante, il collasso ambientale, l'esplosione del precariato. Mentre miliardi vengono investiti in armamenti sempre più sofisticati, le fasce più vulnerabili della popolazione vedono restringersi ulteriormente l'accesso ai servizi essenziali. La guerra, paradossalmente, è divenuta il motore principale di un'economia che si autodistrugge.
I numeri globali confermano il fenomeno: le politiche di austerità associate alla crescente militarizzazione hanno causato un aumento documentato della mortalità, un peggioramento delle patologie croniche e una contrazione generale dell'aspettativa di vita. Gli investimenti nel settore della difesa erodono direttamente le risorse destinate alla sanità pubblica, creando un circolo vizioso di cattivo accesso alle cure, infraestruture sanitarie deteriorate e conseguenti effetti psicologici sulla popolazione.
Come evidenziano gli autori, questo modello determina un allargamento significativo delle disuguaglianze in ambito salutistico e mette a rischio generazioni intere. La classe politica, costantemente sollecitata a prendere decisioni rapide a favore dei grandi interessi finanziari e industriali, ha perso la capacità di riflettere su dinamiche di medio e lungo termine. Il risultato è una società in cui tutti, indistintamente, diventano sacrificabili di fronte alle priorità del momento.