Un episodio che ha sorpreso gli esperti militari di tutto il mondo: un F-35 americano, il caccia considerato più avanzato e invisibile ai radar, è stato colpito durante un'operazione bellica in Iran e ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza. Il pilota si è salvato senza ferite, ma l'accaduto ha sollevato interrogativi sulla vera stealth di questi velivoli. Per la prima volta, un aereo di questo calibro subiva danni in combattimento reale, un evento che le autorità militari di Pechino non hanno tardato a notare e ad approfondire.

Gli analisti cinesi hanno iniziato a indagare meticolosamente su come i difensori iraniani siano riusciti a individuare e colpire un bersaglio concepito proprio per risultare invisibile. Secondo quanto riferito dal South China Morning Post, il missile responsabile del danno potrebbe essere un sistema aria-aria modificato equipaggiato con ricerca infrarossa, in grado di tracciare il calore prodotto dai motori dell'aereo. Yue Gang, ex colonnello dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese, ha confermato questa ipotesi, mentre Song Zhongping, ex istruttore militare, ha sottolineato come i sensori elettro-ottici e infrarossi rappresentino un modo per tracciare gli aerei senza trasmettere segnali che i sistemi di contromisure possano rilevare.

Ciò che emerge dalla vicenda è una considerazione strategica importante: mentre l'F-35 eccelle nel sottrarsi ai radar convenzionali, la sua capacità di evadere dai sensori a infrarossi e ottici potrebbe essere più limitata di quanto finora supposto. Song Zhongping ha esplicitamente sottolineato come questa tecnica di tracciamento passivo rappresenti un modello che la Cina potrebbe adottare nei propri sistemi di difesa aerea avanzati, aprendo scenari nuovi nella guerra aerea moderna.

La lezione iraniana giunge a Pechino in un momento cruciale. La Cina sta infatti sviluppando da tempo complessi sistemi di difesa antiaerea a più livelli, tra cui radar specializzati e sistemi convenzionali quali gli HQ-9 e gli HQ-19, specificamente concepiti per intercettare e neutralizzare aerei furtivi da molteplici direzioni. L'incidente evidenzia che neppure la tecnologia più sofisticata garantisce un'invulnerabilità assoluta quando si affrontano difese moderne e multilayered basate su sensori passivi.

La vicenda, quindi, rappresenta un insegnamento prezioso per tutti gli operatori di sistemi d'arma: la supremazia aerea non è mai scontata, neanche per chi dispone dei mezzi più avanzati. La strategia iraniana, fondamentalmente semplice ma efficace, ha dimostrato che la vulnerabilità degli aerei stealth contemporanei risiede non nella tecnologia stealth in sé, ma nella capacità degli avversari di sfruttare canali sensoriali alternativi. Lezione che Pechino, come confermano gli esperti, non intende trascurare nel perfezionamento delle proprie capacità difensive aeree.