Dopo quasi un decennio di collaborazione tra il Ponente ligure e il Piemonte, gli chef Enrico Marmo e Jacopo Rosti tornano nella loro terra e aprono le porte di Momento, il loro nuovo progetto ristoativo che debutterà a maggio sulla costa di Bordighera. Ad affiancarli nel viaggio, il sommelier Giuliano Revello, che completa una squadra ormai rodatissima. La struttura sorge sul Lungomare Argentina, in prima linea sul mare, con tavoli affacciati direttamente sull'acqua: una location che già comunica l'impronta del concept.

Il nuovo indirizzo rappresenta l'evoluzione naturale dell'esperienza maturata negli ultimi anni al Balzi Rossi di Ventimiglia, dove Marmo e Rosti hanno costruito una reputazione solida, culminata con il riconoscimento di una stella Michelin e il favore di una clientela eterogenea, sia italiana che francese. La cucina rimane ancorata ai principi collaudati: pesce e ortaggi come fondamenta, erbe spontanee e carni rigorosamente scelte per costruire dialoghi gustativi sobri e diretti. Ciò che cambia è il registro ambientale e il respiro operativo degli chef, che potranno contare su una maggiore libertà creativa grazie al contesto consapevolmente meno formale.

"La ricerca di questo spazio ha richiesto tempo, ma dal momento in cui l'abbiamo visto, sapevamo che era la cornice giusta", spiega Marmo. Rosti aggiunge: "Sarà una cucina che respira con i ritmi della natura e del nostro istinto. Rimarremo fedeli a noi stessi, ma dentro un'atmosfera più rilassata". Revello sottolinea la soddisfazione di portare avanti insieme un progetto con due figure professionali di questa caratura, sicuro che i clienti abituali coglieranno immediatamente l'impegno profuso.

Il nome stesso del ristorante, Momento, sintetizza la filosofia operativa: elasticità, stagionalità e intuizione dettano il ritmo. Tradotto nelle proposte concrete, il menu si articola in base all'ora e al giorno della settimana. Tra lunedì e venerdì, sia a pranzo che a cena, vengono proposti pochi piatti costruiti su quello che giunge dal mercato del giorno, con predominanza vegetale e pesce fresco locale. Le preparazioni sono essenziali, prive di orpelli, fedeli a una visione di cucina contemporanea che privilegia il fluire naturale dei sapori rispetto alla ricerca della forma. Nel fine settimana, la proposta serale si trasforma con un percorso degustazione articolato in quattro portate, permettendo agli chef di esprimere una dimensione più narrativa del loro linguaggio culinario.