L'Italbasket femminile sta attraversando un momento storico. In meno di dodici mesi ha conquistato una medaglia di bronzo agli Europei e si è qualificata per i Mondiali, un traguardo che mancava da oltre tre decenni. Francesca Pasa, una delle protagoniste di questi successi, descrive una squadra consapevole delle proprie capacità e determinata a cambiare la percezione che il pubblico italiano ha del basket in rosa.
"Siamo arrivata nel momento più felice della mia carriera in nazionale", afferma la giocatrice. "Gli anni precedenti, seppur difficili, erano necessari per raggiungere questo punto. Questo gruppo è semplicemente fantastico perché abbiamo una forza autentica, non casuale".
Tuttavia, dietro i successi sportivi permane un problema strutturale: la scarsa visibilità mediatica del basket femminile rispetto alla controparte maschile. Pasa non nasconde il disagio: "È un meccanismo perverso: vinci e ottieni attenzione, perdi e sparisci dai radar. Sappiamo che l'interesse del pubblico è inferiore rispetto agli uomini, è innegabile". Le giocatrici ne parlano nello spogliatoio, spesso con autoironia, consapevoli che solo continuando a vincere potranno invertire questa tendenza.
L'esperienza di Pasa al Lione l'ha confrontata direttamente con una realtà alternativa. In Francia il basket femminile vive in una dimensione completamente diversa: le partite riempiono palazzetti che ospitano tremila o quattromila persone, gli eventi sportivi ottengono copertura radiofonica, giornalistica e televisiva quotidiana. Nel nostro Paese, la stessa squadra azzurra fatica a radunare duecento spettatori. "La cultura sportiva francese verso il basket al femminile è radicalmente altra", osserva la giocatrice.
Malgrado le difficoltà strutturali, il movimento italiano dimostra che i risultati possono fungere da moltiplicatori di interesse. "L'unico strumento che abbiamo è provare sul campo quello di cui siamo capaci", sottolinea Pasa. La speranza è che il pubblico non si appassioni solamente ai momenti di gloria, ma sviluppi un interesse stabile per la nazionale femminile di basket, trasformando i bronzi europei e le qualificazioni mondiali in opportunità di crescita duratura del movimento.