La Juventus utilizza la sosta internazionale di fine marzo per concentrarsi sulla pianificazione del proprio futuro. Dopo una fase poco brillante che ha complicato la rincorsa alla Champions League - attualmente i bianconeri sono terzi a tre punti dal Como ma con uno scontro diretto sfavorevole - il club torinese ha programmato due appuntamenti strategici che definiranno gli assetti della squadra nei prossimi mesi.

Il primo incontro riguarda Dusan Vlahovic. Secondo indiscrezioni raccolte a Torino nel fine settimana, tra mercoledì e giovedì è previsto un vertice tra la dirigenza bianconera, l'attaccante serbo e i suoi rappresentanti, in primis il padre Milos. Nel corso della riunione verranno affrontati i dettagli economici del prolungamento contrattuale, visto che l'attuale accordo scade a giugno. Vlahovic, rientrato da poco da un infortunio che lo ha tenuto fuori per oltre novanta giorni, sta intensificando la preparazione fisica durante questa pausa e ha già manifestato disponibilità a proseguire la sua avventura alla Juve. Le parti discuteranno della durata del nuovo contratto, con ipotesi che vanno da una stagione a due anni, oltre alle questioni relative al ruolo tattico e all'eventuale arrivo di un altro centravanti a complemento.

Parallelo al dossier Vlahovic, verso fine settimana è fissato anche l'incontro tra Luciano Spalletti e la società. I colloqui per il rinnovo del tecnico erano già in corso da tempo, e questo vertice dovrebbe rappresentare la fase conclusiva delle trattative. L'allenatore intende acquisire chiarezza sui contorni del progetto sportivo e sulle risorse che la Juventus metterà a disposizione durante il mercato estivo. Sul campo, le difficoltà sono evidenti: i pareggi interni contro Lecce, Lazio e Sassuolo, insieme alla sconfitta in trasferta a Cagliari, hanno rallentato la progressione verso il quarto posto, soprattutto durante l'assenza di un attaccante di primo piano.

La Juventus affronta una doppia sfida nel corso di queste due settimane. Dal punto di vista competitivo, deve recuperare terreno nella lotta Champions con otto giornate ancora da disputare, mentre dal lato organizzativo deve blindare i due pilastri su cui intende costruire il prossimo ciclo: la continuità tecnica con Spalletti e la permanenza del proprio bomber. La sosta rappresenta dunque un momento cruciale per dissipare le incertezze che hanno caratterizzato gli ultimi risultati.