Contrariamente a quanto comunemente si sostiene, i successi ottenuti a Tokyo non rappresentano un traguardo definitivamente raggiungibile una sola volta. A dirlo è Stefano Mei, numero uno della Federazione Italiana di Atletica Leggera, nel corso di un'intervista rilasciata a Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1. Il presidente federale ha commentato i risultati conseguiti ai Mondiali indoor di Torun, dove gli atleti italiani hanno portato a casa un bottino significativo. "Certo, conquistare nuovamente cinque ori sarà complicato", ha riconosciuto Mei, "ma abbiamo numerosi giovani talenti che stanno dimostrando di poter competere ai massimi livelli internazionali. A Torun abbiamo visto cinque medaglie d'oro, ma avremmo potuto aggiungerne almeno altre due in caso di circostanze diverse".

Il leader della Fidal ha inoltre individuato negli ostacoli ambientali uno dei fattori che hanno condizionato le prestazioni stagionali. "Quest'anno il maltempo persistente sul territorio nazionale ha rappresentato un handicap non indifferente", ha spiegato Mei. "Soprattutto per le discipline di tipo tecnico, la mancanza di strutture adatte rende particolarmente difficile mantenere i massimi livelli di preparazione durante tutto l'anno".

L'attenzione federale si sposta ora verso l'estate, quando Birmingham ospiterà il Campionato Europeo. "Si tratterà di una tappa fondamentale per il nostro movimento", ha dichiarato il presidente. "Nutriamo qualche dubbio sulla possibilità di migliorare le ventiquattro medaglie conquistate a Roma due anni fa, quando l'evento si disputava in territorio amico". Tuttavia, Mei ha delineato una strategia alternativa: "Porteremo una delegazione più ampia possibile, con l'obiettivo primario di aumentare il numero dei finalisti, anche qualora il medagliere totale rimanga stabile".

Su un fronte più ampio, Mei ha illustrato l'impegno della federazione nel rafforzare il vivaio nazionale. "Stiamo implementando attività capillari su tutto il territorio, creando opportunità per tutte le società di sviluppare i propri atleti di talento", ha sottolineato il numero uno Fidal. "Il lavoro sta dando i suoi frutti e gli indicatori per il futuro sono incoraggianti".

Il presidente federale ha anche toccato il contrasto con il calcio italiano, disciplina in difficoltà mentre l'atletica attraversa un momento di grande vitalità. "In ambito sportivo accadono cicli ricorrenti", ha commentato Mei con pragmatismo. "Ciò che oggi accade al calcio potrebbe domani riguardare qualsiasi altro sport: si tratta semplicemente di oscillazioni naturali nel panorama competitivo internazionale".