Tornando a occuparsi del rapporto tra tecnologia e minori, Papa Leone XIV ha lanciato un nuovo monito rivolto agli adulti responsabili della crescita dei bambini. L'intervento è stato pubblicato su Popotus, il supplemento di Avvenire dedicato ai ragazzi che festeggia quest'anno il suo trentesimo anniversario. Dopo aver precedentemente criticato i sacerdoti che ricorrono all'intelligenza artificiale per scrivere le omelie, il Santo Padre torna sul tema con una prospettiva che tocca direttamente le famiglie.
Secondo il pontefice, esiste una tendenza preoccupante tra i più piccoli: quella di ricercare nei chatbot una forma di compagnia e consolazione, preferendoli al confronto con coetanei e adulti. Un fenomeno già noto agli esperti di sviluppo psicologico, ma che merita attenzione costante. Le parole del Papa affrontano il problema in modo diretto: i bambini non devono essere indotti a credere che gli strumenti di intelligenza artificiale possano diventare i loro migliori amici o la fonte suprema del sapere, poiché ciò rischia di indebolire le loro capacità di ragionamento e di relazione interpersonale.
L'aspetto più rilevante dell'intervento pontificio riguarda gli effetti concreti di questa dipendenza precoce: il deterioramento della creatività, l'atrofizzazione del pensiero critico e la compromissione delle abilità sociali. Queste conseguenze, avverte il Papa, si manifestano pienamente solo negli anni successivi, quando diventa difficile invertire il processo. L'infanzia e l'adolescenza rappresentano periodi cruciali nella formazione delle capacità cognitive di una persona; abituarsi a delegare il pensiero a un algoritmo in nome della praticità può portare a danni permanenti allo sviluppo intellettuale.
Importante precisare che la posizione vaticana non rappresenta un rifiuto totale della tecnologia. La Chiesa stessa impiega l'intelligenza artificiale in contesti specifici, come dimostrato dall'utilizzo presso la Basilica di San Pietro per offrire traduzioni simultanee della Santa Messa ai pellegrini attraverso codici QR. L'appello del Papa, dunque, non è contro l'IA in sé, bensì un invito alla consapevolezza e alla responsabilità genitoriale nel guidare i figli verso un utilizzo consapevole di questi strumenti, preservando la loro infanzia e favorendo una crescita consapevole in un mondo in continua evoluzione.