Una tempesta perfetta sta investendo il mercato tecnologico consumer: la domanda esplosiva di memoria flash dai colossi dell'intelligenza artificiale sta prosciugando le scorte e facendo schizzare i prezzi alle stelle. Uno storage esterno SanDisk da 4 terabyte, che ancora pochi mesi fa veniva venduto a 500 dollari sul negozio online di Apple, oggi costa quasi 1.200 dollari. La versione da 1 terabyte ha visto il prezzo triplicarsi, passando da 120 a 360 dollari. Non si tratta di errori tariffari, ma della conseguenza diretta di una riconfigurazione globale della produzione di chip.

I costruttori di semiconduttori hanno radicalmente riorientato i loro impianti verso la soddisfazione della domanda proveniente dalle mega-aziende tecnologiche impegnate nello sviluppo dell'IA. Questi clienti giganteschi offrono margini di profitto molto superiori e ordinano volumi enormi per alimentare i loro data center sempre più affamati. Nel frattempo, gli acquirenti comuni – creativi, videomaker, fotografi, musicisti – rimangono a bocca asciutta. Secondo le stime di HP, la memoria e lo storage rappresentano ormai il 35% del costo dei materiali in un personal computer, quasi il doppio rispetto alla quota del 15-18% registrata in precedenza.

L'impatto maggiore lo sta subendo il canale retail. Sullo store ufficiale di Apple e sui principali siti di e-commerce come Amazon, la maggior parte dei dischi esterni risulta esaurita. Sebbene i prezzi vengano stabiliti dai produttori e non dal gigante di Cupertino, la visibilità sul principale punto vendita online della mela accelera l'effetto psicologico sull'intero mercato. Apple ha aumentato le tariffe dei suoi periferiche digitali dopo aver già rivisto i listini dei MacBook Air e MacBook Pro all'inizio del mese. Nelle rare occasioni in cui il prodotto è ancora disponibile nei negozi fisici, l'esborso richiesto è ancora più salato.

Le conseguenze vanno oltre il semplice fastidio economico. Per i professionisti creativi che utilizzano quotidianamente storage esterno – montatori di video, designer grafici, musicisti – l'impennata dei costi incide direttamente sulla redditività del lavoro e sulla possibilità di investire in attrezzature. Bloomberg riporta che la situazione è sistemica e riguarda indistintamente portatili, tablet e smartphone. Gli analisti più pessimisti parlano addirittura di una possibile crisi globale della memoria RAM che potrebbe protrarsi fino al 2027. Nel frattempo, i data center AI continuano a espandersi e la loro sete di chip di memoria non accenna a diminuire, costringendo il mercato consumer a pagare un conto sempre più salato per una merce sempre più rara.