Un post pubblicato su Facebook mentre l'Italia era ancora alle urne ha acceso i riflettori su Gaetano Armao, avvocato e ex assessore regionale in Sicilia, nonché marito di Giusi Bartolozzi, attualmente capo di gabinetto presso il ministero della Giustizia. Nel suo messaggio condiviso con i seggi ancora in attività, Armao ha invitato i cittadini a recarsi a votare, sottolineando come il Paese stesse dimostrando la vitalità delle istituzioni democratiche.
Accompagnata da una foto con la dicitura "Oggi Sì vota fino alle 15", la pubblicazione recitava: "L'Italia sta dando prova che la democrazia è ancora viva, contribuiamo tutti". Un appello alla partecipazione civica che, sebbene contenesse un messaggio positivo sulla salute delle istituzioni, ha sollevato interrogativi circa le modalità di comunicazione adottate durante la giornata elettorale da parte di soggetti legati a personalità di spicco dell'amministrazione governativa.
Armao ha mantenuto un ruolo attivo anche durante la campagna precedente al voto, schierandosi pubblicamente a favore della riforma proposta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Questo elemento aggiunge un ulteriore livello di complessità al quadro, poiché sottolinea come il personaggio, pur non ricoprendo incarichi ufficiali, abbia mantenuto una presenza visibile nel dibattito politico legato alle iniziative del governo.
La vicenda riaccende il dibattito più ampio sulle responsabilità dei familiari di figure istituzionali quando esprimono posizioni pubbliche su temi di rilevanza politica e amministrativa, soprattutto attraverso i canali dei social media, dove la comunicazione acquista immediatezza e raggiunge un pubblico potenzialmente vasto.