Washington sta concentrando risorse navali e terrestri di notevole entità nel Golfo Persico in una operazione che si profila come la più imponente mobilitazione anfibia verso quella regione degli ultimi anni. La Marina americana ha dato il via a due distinte task force: la prima, composta dalla nave ammiraglia Uss Boxer (classe Wasp) insieme alle unità Uss Portland e Uss Comstock, ha salpato da San Diego il 18 marzo trasportando l'11esimo MEU (Marine Expeditionary Unit), un contingente di circa 2.200 fanti di marina pienamente operativi. Parallelamente, il Pentagono ha dirottato verso il Medio Oriente anche la Uss Tripoli (classe America), già in transito nell'Oceano Indiano dopo aver varcato lo Stretto della Malacca nella medesima data, con a bordo il 31esimo MEU, equipaggiato analogamente a quello della Boxer ma potenziato da caccia F-35B e convertiplani V-22.
Entro circa quindici giorni, il comando americano avrà concentrato nella regione una forza anfibia complessiva tra i 4.400 e i 4.700 Marines, supportati da una brigata di assalto con mezzi blindati, elicotteri da combattimento e trasporto. Questo dispiegamento rappresenta un'escalation significativa della "massima pressione" esercitata su Teheran. La strategia non si limita alla componente anfibia: Washington conta anche sulla protezione della sola portaerei attualmente operativa in zona (la George Washington rimane in manutenzione a Yokosuka), supportata da squadroni di cacciatorpediniere già dislocati nella regione e dall'ombrello aereo già accumulato negli scali del Golfo e dell'Asia centrale.
Resta tuttavia avvolta nella nebbia tattica la vera destinazione dell'ARG del Boxer. Benché i tempi accelerati della partenza e il contesto geopolitico suggeriscono un ridislocamento verso le coste iraniane – con possibili obiettivi strategici come l'isola di Kharg, l'arcipelago di Qeshm o il controllo dello Stretto di Hormuz – non è ancora confermato ufficialmente se il gruppo navigherà effettivamente verso il Persico o se resterà a coprire l'Indo-Pacifico, lasciato scoperto dal trasferimento della Tripoli. La Casa Bianca mantiene la massima discrezione sulle intenzioni operative, una mossa che potrebbe rispondere sia a necessità di sicurezza che di negoziazione diplomatica con Teheran.