La Procura europea di Roma ha avviato un'indagine che investe anche la prefetta di Rieti Pinuccia Niglio, secondo quanto emerso da fonti qualificate. Le accuse ruotano attorno a presunte irregolarità nei bandi emanati dall'ente reatino per l'affidamento di servizi di accoglienza destinati a migranti e richiedenti asilo. A coordinare le indagini, delegate alla Guardia di Finanza, è la stessa Eppo, l'istituzione giudiziaria dell'Unione europea competente per i reati che ledono gli interessi finanziari comunitari.
Non è il primo nome eccellente a finire nell'inchiesta. Già sottoposto a provvedimento cautelare era Gennaro Capo, attualmente direttore della Direzione centrale dei servizi per l'immigrazione e l'asilo al Ministero dell'Interno. Capo, che ha ricoperto il ruolo di prefetto a Rieti fino al novembre 2023 prima di trasferirsi al Viminale, è accusato insieme ad altri di turbata libertà degli incanti. Nel procedimento risultano indagati anche Luisa Cortesi, vice prefetta vicaria reatina, l'imprenditrice Agostina Mollichella, una sua collaboratrice e due impiegate della prefettura.
Niglio ha raggiunto Rieti proprio in seguito alla promozione di Capo e, nel corso degli interrogatori con gli inquirenti europei, ha ricevuto le medesime contestazioni mosse ai colleghi. I dettagli degli atti rimangono protetti dal segreto investigativo. Ciò che emerge con chiarezza è che l'operato degli indagati viene sottoposto a scrutinio per presunti comportamenti illegittimi durante l'espletamento delle procedure di gara.
L'inchiesta ha radici in una segnalazione inoltrata da una cooperativa operante nel settore dell'accoglienza, che ha evidenziato anomalie in alcuni bandi. Inizialmente gli investigatori avevano ipotizzato irregolarità concentrate in un singolo procedimento, tuttavia approfondimenti successivi hanno rivelato che i procedimenti contestati sarebbero almeno tre, allargando sensibilmente la portata dell'inchiesta e il numero di soggetti potenzialmente coinvolti.
La vicenda assume rilevanza ulteriore in considerazione del ruolo nevralgico che ricopre il settore dell'accoglienza nelle province meridionali e nelle aree meno densamente popolate, come il Reatino. I bandi in questione comportano l'erogazione di risorse pubbliche destinate a garantire alloggio, vitto e servizi essenziali a una delle fasce più vulnerabili della popolazione, rendendo la trasparenza e la correttezza delle procedure ancor più imprescindibili.