Un primo dato rilevante emerge dal Veneto nella serata delle elezioni di domenica 23 marzo. Nei 126 comuni delle province di Rovigo e Padova coinvolti nel voto simultaneo, il referendum costituzionale ha staccato nettamente le suppletive alla Camera. Alle 23, l'affluenza per il quesito sulla riforma ha superato di oltre sei punti percentuali quella relativa alle elezioni dei due deputati, un divario significativo che suggerisce come una porzione consistente di elettori abbia scelto di partecipare al referendum senza ritirare la scheda per le suppletive.
La distanza emerge chiaramente osservando i capoluoghi della zona. A Rovigo, il referendum ha raggiunto il 49,85% di affluenza contro il 45,58% delle suppletive. Ad Adria, sempre in provincia di Rovigo, la forbice si è allargata ulteriormente con il 47,76% per il quesito costituzionale e il 42,42% per l'elezione dei deputati. Nel Padovano, a Selvazzano Dentro, si registra il 55,51% per il referendum a fronte del 52,12% per le suppletive.
Il voto suppletivo riguardava due collegi uninominali: il 2-01, che comprende l'intera provincia di Rovigo e 35 comuni della provincia di Padova, e il 2-02, che coinvolge 41 comuni padovani. Lo scopo era eleggere due nuovi deputati per colmare i seggi lasciati vacanti dal presidente della Regione Alberto Stefani e dall'assessore regionale Massimo Bitonci, entrambi della Lega.
Nel collegio rodigino si sono sfidati Alberto Di Rubba, tesoriere della Lega e candidato del centrodestra, Giacomo Bovolenta di Italia Viva per la coalizione di centrosinistra senza il Movimento 5 Stelle, e Giuseppe Padoan della lista Italia Resiste Libera. Nel collegio padovano erano in corsa Giulio Centenaro per il centrodestra leghista, Antonino Stivanello sostenuto da Partito Democratico, Italia Viva e Alleanza Verdi Sinistra, Andrea Paccagnella di Ora e Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia.
Il dato sull'affluenza differenziale tra i due tipi di votazione potrebbe riflettere una maggiore mobilitazione degli elettori intorno al tema della riforma costituzionale rispetto all'interesse per le elezioni suppletive, spesso caratterizzate da una partecipazione più contenuta rispetto agli appuntamenti nazionali di maggior rilievo.