Dietro le quinte della diplomazia mediorientale starebbe prendendo forma un possibile accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran, secondo quanto riportano i media israeliani. Secondo indiscrezioni raccolte da Ynet, che cita fonti governative israeliane, sarebbero in corso contatti intensi tra Washington e Teheran per definire una prima intesa in grado di sbloccare la situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più strategici del pianeta.

Lo schema negoziale in discussione prevederebbe un primo passo limitato: Teheran garantirebbe l'apertura e la libera circolazione attraverso lo Stretto, mentre gli Stati Uniti si impegnerebbero a non condurre attacchi contro le infrastrutture elettriche iraniane. Una soluzione cioè su misura, focalizzata su questioni specifiche piuttosto che su una soluzione complessiva del conflitto.

I colloqui si starebbero svolgendo su più canali: contatti diretti fra le capitali ma anche tramite la mediazione di paesi terzi come il Qatar e la Turchia, indicati come facilitatori nel delicato percorso negoziale. Una strada già sperimentata in passato per aggirare le difficoltà di un dialogo bilaterale diretto.

Secondo le stesse fonti israeliane, Israele non sarebbe stato colto di sorpresa dalle dichiarazioni del presidente Trump riguardo a "colloqui produttivi" in corso con l'Iran. Un'affermazione che lascerebbe intendere come Tel Aviv sia al corrente dei negoziati in fase avanzata.

La visione più ampia di una vera tregua tra i due paesi verrebbe invece perseguita in una seconda fase, una volta stabilizzato il terreno attraverso questi accordi preliminari. Il percorso suggerisce dunque una strategia graduale: prima gli step più semplici, poi il quadro più complesso.

Tehran tuttavia ha subito smentito categoricamente l'esistenza di qualsiasi negoziato formale, negando che si siano avuti colloqui di questo tipo. Una posizione che potrebbe rispecchiare sia effettive difficoltà nel processo sia il desiderio di evitare pressioni interne derivanti da apparenti concessioni.