Le urne si sono chiuse nella giornata di domenica 22 marzo 2026 per quello che rappresenta uno dei referendum più dibattuti degli ultimi anni. Gli italiani hanno espresso il loro giudizio sulla riforma costituzionale voluta dal governo Meloni, che intende rivoluzionare completamente il volto della magistratura italiana. La consultazione ha registrato una partecipazione superiore alle previsioni, con un'affluenza che ha quasi toccato il 59%, molto al di là delle stime preliminari che indicavano un dato attorno al 48%. Questo risultato testimonia l'interesse dell'opinione pubblica per una materia che tocca aspetti cruciali dello stato di diritto.
Secondo i primi instant poll diffusi dalle principali emittenti, il fronte del No risulterebbe in netto vantaggio. Le rilevazioni effettuate all'uscita dai seggi indicano percentuali comprese tra il 49 e il 53% per chi intende respingere la riforma, mentre il Sì otterrebbe tra il 47 e il 51%. RaiNews e Quarta Repubblica convergono su questi dati, mentre SkyTg24 registra il No al 51,5% contro il 48,5% del Sì. Va sottolineato come questi numeri rappresentino soltanto una prima stima basata su interviste campionarie e contengono margini di errore significativi, ma offrono comunque una chiara indicazione dei trend iniziali.
Al centro del referendum vi è la proposta di separazione netta tra magistratura giudicante e pubblico ministero. Attualmente queste due funzioni appartengono allo stesso ordine professionale con carriere sostanzialmente intercambiabili. La riforma prevederebbe invece l'istituzione di due carriere completamente autonome e separate. Tale cambiamento avrebbe profonde ripercussioni anche sull'assetto organizzativo, poiché il Consiglio superiore della magistratura verrebbe scorporato in due enti distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Inoltre, i componenti togati del Csm non sarebbero più eletti, bensì selezionati tramite sorteggio, una scelta pensata per indebolire l'influenza delle correnti interne.
La riforma introduce anche un'ulteriore innovazione: la creazione di un'Alta Corte disciplinare che avrebbe il compito di giudicare le violazioni disciplinari dei magistrati, sottraendo questa competenza al Csm e creando un livello di controllo completamente separato. Secondo l'esecutivo, questi interventi dovrebbero ridimensionare il peso delle correnti magistratuali e modificare gli equilibri di potere all'interno della categoria.
Per quanto riguarda i numeri definitivi, è importante ricordare che si tratta di un referendum confermativo, il che significa che non è richiesto un quorum di partecipazione: il risultato sarà valido comunque e prevarrà l'opzione che otterrà anche una sola preferenza in più. I dati ufficiali continueranno ad arrivare nel corso della notte, mentre il sito Eligendo del Ministero dell'Interno pubblicherà progressivamente gli exit poll e i risultati definitivi mano a mano che verranno scrutinati i seggi in tutta Italia.