Donut Lab continua a pubblicare risultati dei suoi test per difendere la propria batteria a stato solido dalle critiche ricevute. L'ultimo esperimento, condotto da laboratori indipendenti, si è concentrato sulla sicurezza in caso di guasto strutturale della cella. In particolare, i ricercatori hanno utilizzato una batteria precedentemente danneggiata durante prove ad alta temperatura, quando il suo involucro sottovuoto si era deteriorato. Una situazione che, con le batterie agli ioni di litio tradizionali, comporterebbe il rischio concreto di surriscaldamento incontrollato e incendi.
Durante le prove, la cella è stata sottoposta a cicli di carica e scarica normali a 1C, seguiti da ricariche rapide a 5C. Il dato più significativo riguarda la sicurezza termica: nonostante il danno strutturale, la batteria ha mantenuto una temperatura stabile, senza picchi anomali né fenomeni di instabilità. Un comportamento che contrasta nettamente con ciò che accadrebbe a una batteria al litio nelle medesime condizioni, dove l'eventuale contatto tra i componenti interni avrebbe innescato reazioni chimiche pericolose.
L'aspetto negativo emerge dalla capacità residua. La batteria ha registrato un crollo significativo delle prestazioni: dalla capacità iniziale di circa 25 Ampère-ora è scesa a soli 11 Ampère-ora dopo i cicli di ricarica rapida. Donut Lab attribuisce questa perdita al deterioramento della struttura esterna della cella, suggerendo che la sicurezza termica sia stata mantenuta a scapito dell'autonomia.
Secondo l'azienda, questo risultato evidenzia uno dei principali vantaggi della tecnologia a stato solido rispetto al litio convenzionale. L'assenza di elettroliti liquidi elimina il rischio di perdite e reazioni incontrollate con l'ossigeno, consentendo alla batteria di degradarsi gradualmente senza compromettere l'integrità fisica del dispositivo. In uno scenario industriale, una batteria auto che subisse danni strutturali potrebbe quindi continuare a funzionare in modo controllato anziché rappresentare un pericolo immediato.
Tuttavia, rimangono ancora irrisolti alcuni nodi cruciali per l'applicazione commerciale su larga scala. Tra gli interrogativi ancora senza risposta figurano la densità energetica, una delle promesse più importanti di Donut Lab, e soprattutto la longevità della cella: non è ancora stato dimostrato che la batteria possa superare i 100.000 cicli di ricarica. Inoltre, sebbene i test sulla velocità di carica e le prove a 100 gradi centigradi abbiano fornito risultati incoraggianti, gli scienziati indipendenti attendono ancora dati conclusivi su questi fronti prima di pronunciarsi definitivamente sulla viabilità della tecnologia.