Il Neil Gehrels Swift Observatory, lanciato dalla NASA nel novembre 2004, rappresenta uno dei grandi successi dell'esplorazione spaziale. Concepito per funzionare solo due anni, il satellite ha superato ogni aspettativa continuando a trasmettere dati scientifici per oltre due decenni. Oggi, però, la sua straordinaria longevità è minacciata da un nemico inaspettato: l'attività solare in aumento sta causando l'espansione dell'atmosfera terrestre, trascinando verso il basso l'orbita del telescopio spaziale. Lo scorso mese le osservazioni scientifiche sono state interrotte per via del pericolo imminente di un rientro non controllato.
La NASA non ha intenzione di arrendersi. L'agenzia spaziale ha affidato la missione di salvataggio a Katalyst Space Technologies, una società innovativa dell'Arizona, investendo 30 milioni di dollari in un'operazione mai sperimentata prima nello spazio. Il progetto è ambizioso e rischioso: una navicella denominata Link, dotata di tre braccia robotiche sofisticate, dovrà avvicinarsi a Swift senza causare danni a nessuno dei due veicoli e spingerlo verso un'orbita più stabile. Il margine di tempo è strettissimo: se l'altitudine del satellite scenderà al di sotto di una determinata soglia critica, il salvataggio non sarà più possibile.
Il lancio è previsto per giugno 2026 e utilizzerà una soluzione creativa: il razzo Pegasus XL della Northrop Grumman, che verrà rilasciato da un aereo L-1011 Stargazer a oltre 11.880 metri di altitudine. Se l'operazione andrà a buon fine, Swift continuerà a osservare l'universo per almeno altri dieci anni, aggiungendo ulteriori capitoli a una storia di successo scientifico straordinario.
Il significato di questa missione va oltre il salvataggio di un singolo strumento. I dati e l'esperienza acquisiti con Link serviranno da fondamenta per il programma Nexus, una nuova generazione di navicelle deputate al servizio e al salvataggio di satelliti. La prima missione operativa è già programmata per il 2027, quando Nexus-1 raggiungerà l'orbita geostazionaria per intervistare un satellite militare, in questo caso con il supporto del razzo Ariane 6.