Carlo Nordio ha commentato pubblicamente l'esito del referendum sulla Giustizia, accogliendo con serenità istituzionale la decisione espressa dagli elettori italiani. Il ministro ha dichiarato di prendere atto, nel pieno rispetto delle regole democratiche, della scelta del popolo sovrano, mantenendo un tono misurato nonostante il voto abbia sancito il fallimento della riforma che il governo intendeva portare avanti.
Secondo il titolare del dicastero della Giustizia, l'obiettivo della riforma era concretizzare il progetto originariamente elaborato da Giuliano Vassalli, orientato a rafforzare il processo di tipo accusatorio e a dare piena attuazione ai principi sanciti dall'articolo 111 della Costituzione. Tale articolo stabilisce il ruolo fondamentale del giudice come figura terza e imparziale nel procedimento penale. Nordio ha sottolineato gli sforzi profusi dalla sua équipe nel tentativo di rendere comprensibile ai cittadini una materia particolarmente tecnica e complessa.
Il ministro ha voluto evitare letture esclusivamente politiche del risultato referendario, sottolineando che non ritiene opportuno attribuire al voto significati che vadano al di là della questione specifica posta agli italiani. Ha comunque riconosciuto la fiducia accordata da una parte dell'elettorato e ha espresso riconoscenza verso chi ha partecipato attivamente al voto, considerando la massiccia affluenza alle urne come segnale positivo della vitalità democratica del Paese.