Matteo Salvini ha preso la parola oggi presso l'assemblea dei Patrioti a Budapest, scagliandosi contro le istituzioni europee e celebrando il premier ungherese Viktor Orban. Dal palco dell'evento, il vicepremier italiano ha scandito in ungherese la propria ammirazione per il leader magiaro, descrivendolo come 'un vero eroe'. Secondo Salvini, il coraggio di Orban emergerebbe dalla dedizione nel collocare le necessità dei cittadini ungheresi al centro della propria azione politica, nonostante le pressioni e i 'ricatti ideologici' provenienti da forze esterne.

Salvini ha definito Orban 'un esempio luminoso' per l'intera Europa, sottolineando come la sua gestione politica dimostri che la politica deve essere servizio e non sottomissione. Il leader della Lega ha inoltre lodato il premier ungherese per gli sforzi diplomatici orientati verso la pace, criticando implicitamente quella che definisce una 'deriva bellicista' nel continente. Questi elementi hanno portato Salvini a sottolineare che la 'battaglia' dei Patrioti si trova attualmente in una fase cruciale.

Al centro dell'intervento del vicepremier rimane la critica frontale verso le politiche europee. Salvini ha invocato lo smantellamento della struttura burocratica sviluppata dalla Commissione europea negli anni, accusandola di penalizzare sia le imprese che i cittadini comuni. Particolare bersaglio delle sue critiche è il Green Deal, che Salvini ha definito 'ideologico', accusandolo di causare la chiusura di fabbriche e la perdita di posti di lavoro nelle economie europee.

Secondo il vicepremier, Bruxelles dovrebbe intervenire solo in circostanze dove i singoli Stati membri non riescono autonomamente a raggiungere determinati obiettivi, e comunque solo qualora possa garantire un valore aggiunto concreto e tangibile. Salvini ha evidenziato come le istituzioni europee non stiano attualmente operando secondo questi principi. Per la Lega e per il movimento dei Patrioti, l'Unione Europea dovrebbe ritornare a essere una comunità di nazioni libere e sovrane, piuttosto che un super-Stato controllato da apparati burocratici e istituti finanziari.