Marine Le Pen ha preso le difese del premier ungherese Viktor Orban durante l'assemblea dei Patrioti svoltasi nella capitale magiara. Al centro della discussione il blocco messo da Budapest al pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro che l'Unione Europea intendeva destinare all'Ucraina. La numero uno del movimento francese ha giustificato la posizione di Orban ribadendo un principio fondamentale: «Non si può biasimare uno Stato quando agisce per salvaguardare i propri interessi nazionali».
Dal palco della manifestazione, Le Pen ha elevato ulteriormente il tono del discorso, descrivendo l'Ungheria come «un simbolo di resistenza contro l'oppressione e di lotta per la sovranità e la libertà dei popoli». La sua retorica ha puntato a contrapporre una visione dell'Europa costruita sulle decisioni democratiche dei cittadini a quella che definisce come «i progetti di una pseudo-élite globalista».
La leader francese ha poi allargato lo sguardo al contesto politico europeo nei prossimi mesi. Ha ricordato che numerosi Paesi di primo piano - tra cui Francia, Spagna, Polonia e Italia - terranno elezioni nel 2024. Secondo Le Pen, le rilevazioni sondaggistiche convergono nel segnalare un possibile terremoto politico che ridisegnerà gli equilibri continentali.
«Questi appuntamenti elettorali non produrranno una minoranza isolata nelle istituzioni europee, bensì una nuova maggioranza qualificata», ha sottolineato Le Pen, evidenziando come questa prospettiva rappresenterebbe il trionfo dei valori che il suo movimento e i suoi alleati hanno promosso da decenni, basati sulla sovranità nazionale piuttosto che su visioni cosmopolite.