Il risultato del referendum italiano sulla riforma giudiziaria ha superato i confini nazionali e conquistato le prime pagine dei siti di informazione europea più influenti. Portali come Politico ed Euractiv, punti di riferimento per gli operatori politici di Bruxelles, dedicano ampio spazio alla sconfitta del governo italiano, segnalando fin da subito le possibili ripercussioni sulla leadership della premier di destra Giorgia Meloni.

Secondo quanto riportato da Politico, il fallimento referendario indebolirà presumibilmente la posizione politica della presidente del Consiglio, soprattutto in prospettiva delle elezioni generali previste entro la fine del 2026. Gli analisti della piattaforma americana sottolineano come il voto potrebbe definire l'agenda del confronto politico italiano nei prossimi mesi. Euractiv sviluppa una prospettiva simile, descrivendo il referendum come un "duro colpo" per Meloni, e ricordando come il conflitto tra poteri esecutivi e giudiziari affonda le radici nelle inchieste di Mani Pulite degli anni Novanta e negli scontri legali durante l'era berlusconiana.

La rivista di analisi europea Le Grand Continent pone la questione in chiave più ampia: l'avanzata dei governi di destra europei, secondo il modello trumpiano, sta realmente perdendo vigore? La testata multilingue inquadra il referendum come un vero e proprio test politico per il governo insediatosi il 22 ottobre 2022, ben 4 anni e mezzo prima della scadenza naturale della legislatura nel 2027. Rileva inoltre che l'affluenza record sottolinea l'importanza che gli italiani attribuivano al quesito.

Ancora più diretto il Financial Times, che attraverso una corrispondenza da Roma racconta della bocciatura da parte degli elettori della proposta governativa di riforma del sistema giudiziario. La testata britannica evidenzia il profondo contrasto storico tra magistratura e governi in Italia, utilizzando la vicenda come specchio delle tensioni strutturali dello Stato italiano.