La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno interviene nel dibattito successivo al referendum costituzionale, dove ha prevalso il voto contrario. In una nota pubblicata sui social, Picierno sottolinea come l'elevata partecipazione ai seggi rappresenti comunque un segnale positivo di vitalità democratica, soprattutto in un contesto dove l'Italia deve affrontare storicamente problemi di disaffezione verso le istituzioni e bassissimi tassi di votazione.

Secondo l'esponente del Parlamento europeo, il risultato riflette principalmente una scelta politica nei confronti dell'attuale Governo Meloni. Tuttavia, Picierno critica aspramente il modo in cui il dibattito referendario si è sviluppato: a suo giudizio, la campagna ha privilegiato scontri ideologici e tattica politica rispetto a una seria discussione sui contenuti della riforma costituzionale, attesa da anni nel nostro Paese. La vicepresidente sostiene che il prevalere del No sia legato più al rifiuto del cambiamento in generale piuttosto che a una valutazione ponderata della proposta.

Nonostante l'esito sfavorevole, Picierno non esprime alcun pentimento per il proprio impegno a favore del Sì. Anzi, rimarca con orgoglio di aver condotto una campagna focalizzata sulla sostanza della riforma, ritenuta da lei effettivamente necessaria e coerente con la storica posizione riformista del Partito Democratico. La vicepresidente ha affiancato durante questa battaglia politica numerose personalità del panorama costituzionalista e progressista italiano, tra cui Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Gian Domenico Caiazza, Claudia Mancina, Umberto Ranieri e Giorgio Tonini.

Nella sua riflessione conclusiva, Picierno esprime soddisfazione per essersi associata a una comunità di riformisti che, a suo avviso, ha agito con passione e coraggio. A prescindere dal risultato, per la vicepresidente Ue questa esperienza rappresenta un contributo importante verso un modello di Paese più equo, capace di sottrarsi a dinamiche populiste e a conflitti artificialmente alimentati dalla politica contingente.