Mimosa Martini, volto noto del giornalismo televisivo italiano, ha deciso di rompere il silenzio sulla sua esperienza professionale in Mediaset e sulle ragioni che l'hanno spinta ad abbandonare il TG5. In un'intervista al quotidiano Libero, la giornalista ha ripercorso una carriera intensa iniziata negli anni Novanta, quando Enrico Mentana fondò il telegiornale nel gennaio 1992. Martini è stata tra i corrispondenti più impegnati della testata, affrontando i principali conflitti e avvenimenti internazionali dell'epoca.

Secondo quanto dichiarato da Martini, la rottura con Mediaset affonda le radici nel cambio di direzione. «Non piaccio al direttore Mimun e, insieme a tutti coloro che provengo dalla generazione precedente legata a Mentana, vengo percepita negativamente», ha spiegato. Nel 2014 la situazione è diventata insostenibile: trasferita dall'area editoriale alla divisione News Mediaset, ha subìto quello che descrive come un vero e proprio ostracismo aziendale. Nel 2021, convinta che l'azienda conducesse nei suoi confronti una campagna di isolamento, ha deciso di dimettersi senza avere un piano alternativo, pur non avendo ancora raggiunto i sessanta anni.

Il percorso di Martini in televisione, tuttavia, era stato tutt'altro che ordinario. Prima dell'approdo al TG5, aveva lavorato presso la Rai, dove le era stato proposto un nuovo contratto che le avrebbe fatto perdere quasi un decennio di diritti acquisiti. A quel punto è intervenuto Mentana con un'offerta per Canale 5. Inizialmente restia, Martini ha cercato consiglio proprio presso i vertici Rai, ricevendo il suggerimento di accettare la proposta. «È stata una sorpresa amara», ha ricordato, ma quella scelta le ha garantito il primo contratto a tempo indeterminato della sua carriera.

Tragli incarichi più significativi emerge il reportage dalla guerra in Bosnia e il celebre viaggio a New York dopo l'11 settembre 2001. Martini si trovò a Ground Zero in circostanze drammatiche: il primo volo transatlantico su cui era salita tornò indietro, costringendola a dormire a Fiumicino per poi prendere un secondo aereo il 13 settembre. «L'impatto è stato terribile», ha raccontato, descrivendo l'odore di fumo, il silenzio surreale di Wall Street e la sensazione di trovarsi circondata dalla morte. Rimase sul posto per diciassette giorni, riuscendo ad aggirare i controlli di sicurezza per documentare quello che stava accadendo.

Oggi Martini sostiene se stessa svolgendo attività di traduttrice letteraria, specializzandosi in saggi e romanzi dal francese e dall'inglese. Un cambio di carriera che rappresenta il capitolo finale di un'esperienza giornalistica caratterizzata da impegno straordinario, ma anche da conflitti gestionali mai completamente risolti. La sua testimonianza accende i riflettori sulle tensioni interne ai principali gruppi editoriali nazionali, laddove cambi di leadership possono determinare fortune professionali molto diverse.