Il settore automobilistico del lusso vive un momento di profonda autocorrezione. Dopo anni di annunci trionfali sulla transizione totale all'elettrico, i vertici delle più prestigiose case automobilistiche mondiali stanno radicalmente ripensando le loro strategie industriali. Il motivo è semplice ma implacabile: la loro clientela, nonostante la capacità economica di acquistare qualsiasi veicolo, continua a preferire il carattere e il prestigio dei motori a combustione rispetto al silenzio delle batterie.

Il caso Porsche rappresenta il simbolo più evidente di questo cambio di rotta. L'azienda di Zuffenhausen aveva fissato un ambizioso obiettivo: raggiungere l'80% di vendite elettriche entro il 2030. Oggi quel traguardo è diventato "flessibile" e subordinato alle effettive richieste del mercato. L'ex amministratore delegato Oliver Blume, attualmente a capo del Volkswagen Group, ha apertamente ammesso che il lancio esclusivamente elettrico della nuova Macan è stato un errore strategico. Il suo successore Michael Leiters sta ora lavorando per reintrodurre nell'offerta motori tradizionali e ibridi, cercando di contenere i danni di bilanci in seria difficoltà.

Situazioni analoghe si registrano in altre case di fascia ultra-premium. In Lamborghini, l'amministratore delegato Stephan Winkelmann ha chiarito senza giri di parole che i clienti del Toro ricercano esclusivamente motori termici con 8 o 12 cilindri e il loro inconfondibile suono. Le richieste per un modello completamente elettrico si contano sulle dita di una mano. Di conseguenza, il debutto della loro prima auto a batteria è stato rinviato sine die, e il nuovo Urus manterrà un motore tradizionale coadiuvato da tecnologia ibrida. "Non potevamo correre il rischio," ha spiegato il numero uno della casa bolognese, evidentemente allarmato dai fallimenti commerciali delle varianti elettriche di Cayenne e Macan firmati Porsche.

Rolls-Royce, Bentley e McLaren stanno seguendo percorsi simili, ripensando i cronoprogrammi e aprendo a soluzioni ibride. Nel panorama italiano ed europeo di questo segmento, Ferrari rappresenta l'eccezione che conferma la regola: il cavallino rampante prosegue imperterrito con il suo progetto "Luce", dimostrando un approccio diverso alla transizione energetica.

Questa ritirata strategica riflette una verità che le case automobilistiche avevano sottovalutato: la clientela ultra-lusso non sceglie una macchina per rispetto dell'ambiente o convenienza economica, ma per l'esclusività, le prestazioni e il piacere di guida. Un'esperienza che, attualmente, gli attuali sistemi elettrici faticano ancora a replicare al medesimo livello. La corsa all'auto completamente elettrica non è finita, ma procede con tappe molto più lunghe di quanto si fosse propagandato.