Marina Berlusconi non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche dopo il risultato del referendum sulla separazione delle carriere, ma il suo disappunto trapela dalle conversazioni private con i dirigenti di Forza Italia. La presidente di Fininvest, che aveva caldeggiato con convinzione la riforma del ministro della Giustizia Carlo Nordio nelle settimane precedenti al voto, definendola "un'occasione imperdibile", ha mantenuto un profilo basso dopo la chiusura dei seggi. Il silenzio della famiglia Berlusconi, tuttavia, non deve ingannare: dietro le quinte circolano telefonate e confronti che rivelano una profonda amarezza per il fallimento di un progetto tanto caro al padre fondatore di Forza Italia.
Secondo quanto emerge dai corridoi parlamentari, Marina Berlusconi ha attribuito la débâcle elettorale a cause esterne, puntando il dito contro l'appoggio incondizionato del governo americano al presidente Donald Trump e contro alcuni esponenti della maggioranza vicini a Giorgia Meloni, in particolare il sottosegretario Delmastro. La questione sembra aver generato un contatto diretto con la presidente del Consiglio per esprimere il rammarico per l'esito negativo della consultazione. L'affronto è doppio considerando che quasi uno su cinque degli elettori azzurri ha votato No, il dato peggiore di dissidenza all'interno della coalizione governativa.
Questa batosta arriva in un momento già complesso per il rapporto tra la famiglia Berlusconi e la gestione interna di Forza Italia. Da diversi mesi, Marina Berlusconi nutre dubbi sulla condotta del partito e potrebbe decidere di intervenire con riorganizzazioni ai livelli dirigenti. Tuttavia, fonti del centrodestra precisano che non vi sarà alcun cambio radicale ai danni di Antonio Tajani: l'attuale vicepremier, secondo il giudizio della famiglia, "ha fatto tutto quello che era possibile fare". Piuttosto, l'ipotesi che circola è un possibile rinnovamento organizzativo mantenendo Tajani nella sua posizione di rilievo.
Nonostante la sconfitta, l'impegno per una riforma della giustizia non sembra destinato a fermarsi. Lo stesso Tajani ha sottolineato che il tema rimarrà in agenda e che Forza Italia continuerà a perseguire questo obiettivo. L'amarezza che pervade la famiglia Berlusconi, tuttavia, è evidente: la bocciatura di una riforma storica per Silvio Berlusconi, portata avanti dai suoi eredi, rappresenta un momento critico per gli azzurri e potrebbe catalizzare una riflessione più ampia sul futuro della formazione politica nel centrodestra italiano.