La Bibbia non è semplicemente un libro, ma una vera e propria collezione di opere che ha attraversato ventitré secoli di storia, viaggiando da un capo all'altro del continente europeo e oltre. Questa straordinaria peregrinazione di testi sacri e manoscritti costituisce il fulcro della ricerca di Giovanni Maria Vian, storico e già ordinario di Filologia patristica all'Università della Sapienza di Roma, nonché ex direttore dell'Osservatore Romano dal 2007 al 2018. Nel suo ultimo volume, intitolato "Le vie delle Bibbie" e pubblicato da Il Mulino, Vian ricostruisce i percorsi complessi di questi testi considerati sacri tanto dal cristianesimo quanto dall'ebraismo, evidenziando il ruolo cruciale che hanno giocato nella definizione dell'identità europea.

Secondo l'autore, il legame tra la Bibbia e l'Europa è così profondo che risulterebbe impossibile comprendere il continente in assenza di questi insegnamenti di provenienza orientale. Vian sottolinea che senza il patrimonio letterario biblico, che rappresenta il fondamento religioso e culturale comune a ebrei e cristiani, il volto del vecchio continente sarebbe radicalmente diverso. Le manifestazioni di questa influenza sono tangibili ovunque: dalle grandi cattedrali francesi e inglesi fino alle stesse architetture di Roma, meta ininterrotta di pellegrinaggi sin dal Medioevo. L'intero panorama visuale e spirituale dei paesi europei a tradizione cristiana risulterebbe incomprensibile senza il riferimento costante ai testi biblici.

La ricerca di Vian ripercorre i movimenti di quella che lui stesso definisce una "piccola biblioteca", tracciando i fili che collegano la Galilea a San Pietroburgo, la Valle del Nilo a Oxford, Roma a Betlemme. Attraverso questi tragitti emerge un insegnamento sorprendente: nonostante quasi duemila anni di contrapposizioni, reciproche diffidenze, ostilità e persecuzioni, ebrei e cristiani condividono un patrimonio immensamente ricco. Il libro svela inoltre episodi poco noti al grande pubblico, raccontando le vicende affascinanti dei personaggi che hanno scoperto e acquisito questi preziosi manoscritti nel corso dei secoli.

Tra le figure più rilevanti emergono tre donne che si sono distinte per dedizione straordinaria: le gemelle scozzesi Agnes e Margaret Smith, che portarono alla luce il codice Siro Sinaitico, e Odile Bongard, svizzera, collaboratrice stretta del magnate e collezionista Martin Bodmer, uno tra i più generosi mecenati culturali del Ventesimo secolo. Questi personaggi incarnano la passione che ha animato la ricerca e la conservazione di testimonianze fondamentali per la storia della civiltà occidentale. Vian ha tradotto la sua indagine certosina in un linguaggio accessibile a qualsiasi lettore, rendendo comprensibile a tutti come l'Europa sia, in definitiva, una "realtà storicamente incomprensibile senza la Bibbia", tanto nel suo aspetto positivo quanto nelle sue contraddizioni.