Amazon non rallenta nella sua ambizione di trasformare l'orbita terrestre bassa in una infrastruttura di comunicazione globale. A poco più di un mese dall'inizio delle operazioni del progetto Leo, l'azienda ha già posizionato oltre 210 satelliti nello spazio e prepara un calendario di lanci senza precedenti: undici missioni previste nel primo anno operativo, con l'obiettivo di raddoppiare questo ritmo nel secondo anno, superando le venti operazioni annuali.
La macchina produttiva è già in marcia a velocità di crociera. Presso lo stabilimento di Kirkland, Washington, Amazon produce fino a 30 satelliti ogni sette giorni, mantenendo un ritmo di diverse unità al giorno. Molti di questi dispositivi sono già stati trasferiti nei centri logistici di preparazione situati in Florida e nella Guyana francese, dove attendono il momento del lancio. Una verifica risalente a metà marzo contava sei carichi completi già allestiti in Florida, per un totale di oltre duecento unità pronte a salire verso l'orbita.
La strategia di Amazon si regge su un elemento fondamentale: l'adozione di vettori spaziali di ultima generazione in grado di trasportare un numero significativamente maggiore di satelliti per ogni missione, abbattendo così i costi operativi complessivi. Un primo esperimento in questa direzione risale al 12 febbraio scorso, quando il razzo Ariane 64 ha inviato trentadue satelliti in orbita nella missione battezzata Leo Europe 1. I prossimi capitoli di questa strategia prevedono il ricorso a lanciatori ancora più potenti: il New Glenn di Blue Origin, capace di trasportare quarantotto satelliti, e il Vulcan Centaur della United Launch Alliance, fino a quaranta unità. Persino i consolidati Atlas V di United Launch Alliance subiranno ottimizzazioni che porteranno la capacità da ventisette a ventinove satelliti per lancio, grazie a interventi sull'architettura del sistema di rilascio.
I numeri dell'impegno finanziario e logistico riflettono l'entità della visione di Amazon. L'azienda ha già assicurato una portata di lanci straordinaria: oltre alle ottanta missioni già contrattate per la fase iniziale della costellazione, ha sottoscritto dieci ulteriori lanci con il Falcon 9 di SpaceX e ventiquattro missioni aggiuntive con il New Glenn di Blue Origin. Nel complesso, il portafoglio supera abbondantemente le cento missioni pianificate, con la potenzialità di immettere in orbita oltre ottocento satelliti nei prossimi anni.
Questa accelerazione rappresenta un punto di svolta nel settore delle comunicazioni satellitari. Una volta completata, la costellazione Leo garantirà una copertura globale di accesso a internet a banda larga, promettendo di raggiungere anche i territori più remoti del pianeta dove l'infrastruttura tradizionale rimane assente o inefficiente. Per Amazon, si tratta di un'estensione naturale della sua visione di connettività universale e della sua capacità di dominare nuovi settori attraverso investimenti massicci e innovazione tecnologica.