Si è spento ieri Leonid Radvinsky, l'imprenditore ucraino-americano che dal 2018 guidava OnlyFans, la regina incontrastata delle piattaforme dedicate ai contenuti per adulti. Dopo una lunga malattia, il magnate lascia dietro di sé un interrogativo che da tempo circola negli ambienti tech e sociali: quale sarà il destino dell'ecosistema economico costruito attorno ai creator digitali nel momento in cui l'intelligenza artificiale accelera la sua penetrazione in ogni settore?
OnlyFans non è semplicemente un sito di pornografia. Dalla sua fondazione nel 2016 da parte di Tim Stokely, poi acquisito da Radvinsky due anni dopo, la piattaforma si è rivelata un modello economico alternativo dai contorni inediti. Per migliaia di persone, soprattutto donne, ha rappresentato un'opportunità di fuga da lavori precari e senza prospettive, trasformando il proprio corpo e la propria immagine in una fonte di reddito stabile. Non tutti hanno raggiunto il successo sperato, ma per alcuni la formula ha effettivamente funzionato, generando profitti significativi anno dopo anno.
La questione che agita il dibattito pubblico è tuttavia dirompente: esiste il rischio concreto che le creator in carne e ossa vengono progressivamente soppiantate da versioni sintetiche, perfezionate dall'AI fino all'indistinguibilità? Avatat digitali senza invecchiamento, senza rivendicazioni sui diritti, eternamente disponibili? Per il momento, la risposta è più sfumata. OnlyFans ha implementato controlli severi, inclusa la verifica tramite documenti d'identità ufficiali e l'accertamento dello status fiscale: questo impedisce l'iscrizione di entità puramente artificiali. Tuttavia, piattaforme rivali come Fansly potrebbero trasformarsi in laboratori per la pornografia generata dall'AI. Resta aperta la questione se un simile scenario possa mantenere un fascino duraturo presso il pubblico.
Chi sostiene l'imminente tramonto delle creator umane potrebbe avere frainteso l'essenza di ciò che OnlyFans commercializza e cosa mobilita milioni di dollari mensilmente. Non si tratta principalmente di contenuti espliciti: è questione di relazione, di contatto, di attenzione mirata. Lo spiega senza ambiguità Riae Mac Carthy, creator italo-irlandese di spicco sulla piattaforma: 'Il paragone ricorrente è con il porno gratuito abbondante in rete. Chi decide di pagare lo fa perché vuole un legame diretto con la creator. Un video personalizzato ha valore proprio perché chi lo guarda sa che, in quel momento, è lui il centro dell'attenzione. Gli uomini non sono stati rimpiazzati da vibratori high-tech, e allo stesso modo l'intelligenza artificiale non potrà sostituire le creator che godono di una comunità affezionata, perché quello che il fan effettivamente ricerca non è l'immagine perfetta, ma l'attenzione autentica'. Il nocciolo della questione non risiede nei video a sfondo erotico, ma nella percezione di un rapporto personale, anche se mediato, che una macchina non potrà mai replicare completamente.