Una violazione informatica ha creato il caos sulle strade americane, trasformando in auto ferme migliaia di veicoli equipaggiati con dispositivi anti-guida in stato di ebbrezza. Intoxalock, leader nel settore degli alcolock collegati ai sistemi d'avviamento, ha subito un cyberattacco che ha paralizzato l'infrastruttura necessaria alla manutenzione periodica dei propri dispositivi. La conseguenza è stata immediata e tangibile: senza la calibrazione regolare, gli etilometri hanno semplicemente rifiutato di far accendere il motore.
I primi problemi hanno iniziato a comparire il 14 marzo scorso, quando clienti sparsi in tutto il territorio statunitense hanno segnalato anomalie. Nel corso dei giorni seguenti, Intoxalock ha confermato che dietro i malfunzionamenti c'era proprio un attacco informatico, sebbene l'azienda abbia mantenuto il massimo riserbo sui dettagli tecnici dell'accaduto. Solo il 18 marzo la società ha ufficialmente dichiarato che le calibrazioni erano saltate a causa di un evento legato alla sicurezza informatica, ammettendo così il coinvolgimento diretto dei sistemi di manutenzione.
L'impatto sulla vita quotidiana dei cittadini è stato considerevole. Sui social media si è subito scatenato il malcontento: utenti hanno raccontato di non poter raggiungere il lavoro, di essersi trovati bloccati lontano da casa, costretti a cercare mezzi alternativi per gli spostamenti. Il meccanismo di sicurezza funziona come previsto dalle normative: nessuna accensione senza certificazione di calibrazione valida, una misura pensata per la sicurezza stradale che in questo caso si è trasformata in un ostacolo involontario.
Intoxalock ha deciso di sospendere temporaneamente anche le nuove installazioni come misura precauzionale, bloccando gli appuntamenti fino al 22 marzo. In quella data l'azienda ha annunciato il ritorno alla piena operatività, con il ripristino completo dei propri sistemi e la riapertura dei centri di assistenza tecnica. La risposta dell'azienda al danno provocato include il rimborso integrale delle spese affrontate dai clienti colpiti, compresi i costi per il traino dei veicoli e altre spese correlate.
L'episodio getta nuova luce sulla vulnerabilità delle infrastrutture critiche americane, evidenziando come anche dispositivi di sicurezza stradale possono diventare fattori di rischio se colpiti da attacchi mirati. L'azienda ha invitato tutti gli utenti interessati a contattarla direttamente per avviare le procedure di rimborso, promettendo massima collaborazione nella risoluzione delle criticità.