Nei circuiti della propaganda russa, Armando Mema è diventato uno dei critici più accreditati delle politiche occidentali sulla guerra ucraina. Le agenzie statali come RIA Novosti riprendono regolarmente i suoi post su X per documentare presunti malumori europei contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e per spingere l'Unione Europea a normalizzare i rapporti con Mosca. Un'inchiesta del media investigativo The Insider ha però smascherato questa operazione di manipolazione informativa, rivelando come il personaggio sia stato sostanzialmente costruito dal nulla per fornire una parvenza di legittimità democratica alle tesi del Cremlino.

La realtà di Armando Mema è ben più prosaica di quella descritta dai media russi. Il 32enne, nato in Albania e trasferitosi in Italia negli anni Novanta quando la famiglia cercò rifugio dal conflitto balcanico, si è stabilito in Finlandia solo nel 2019, dove ha conseguito una qualifica professionale come idraulico, mestiere che tuttora esercita. Nel paese nordico, dove viene presentato come influente personalità politica, Mema rimane praticamente sconosciuto: fino al novembre 2025, quando il quotidiano Helsingin Sanomat ha iniziato a ricostruirne il profilo, nessuno se ne occupava seriamente.

La sua breve esperienza politica finlandese è caratterizzata da scarsi risultati e continui cambiamenti di alleanze. Ha militato brevemente nei Verdi nel comune di Nurmijärvi, supportando il candidato Pekka Haavisto, prima di abbandonare il partito nel 2024 in disaccordo sulla posizione finlandese riguardo al conflitto israelo-palestinese. Durante le elezioni europee dello stesso anno, si è presentato come candidato dell'Alleanza della Libertà, una formazione euroscettica di estrema destra priva di peso significativo, raccogliendo solamente 99 voti. Un risultato che evidenzia quanto il suo seguito sia meramente virtuale, amplificato artificialmente dalla rete propagandistica del Cremlino anziché fondato su un reale consenso politico.

Un momento di visibilità mediatica interna alla Finlandia gli è derivato da un episodio controverso nel 2024, quando durante un evento pubblico a Helsinki con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, Mema ha iniziato a urlare contro di lei, comportamento che gli è costato una sanzione amministrativa. Questo fatto, per quanto marginale nel contesto finlandese, è stato subito sfruttato dai canali filogovernativi russi come prova di una presunta opposizione europea ai vertici dell'Unione. In questo modo, il Cremlino ha trasformato un semplice incidente in uno strumento di propaganda, creando attorno a una figura sostanzialmente insignificante un'aura di rilevanza politica completamente artificiosa, dimostrando la sofisticazione e la pervasività delle operazioni di disinformazione russe in Europa.