La sindaca di Genova Silvia Salis ha espresso un giudizio nettamente negativo sulle primarie del centrosinistra che Giuseppe Conte e Elly Schlein vogliono organizzare all'indomani della vittoria del "No" al referendum sulla Giustizia. Secondo la prima cittadina, il ricorso a questo strumento risulterebbe "tecnicamente sbagliato" e rappresenterebbe una scelta strategica errata per il campo progressista.

Nella sua critica, Salis ha evidenziato come le primarie costringerebbero i partiti della coalizione a "contrapporsi gli uni agli altri pur facendo parte della medesima alleanza", creando un periodo di campagna interna che indebolirebbe l'unità necessaria per affrontare le sfide elettorali. "Trasmettono un messaggio di divisione che non condivido", ha sottolineato la sindaca, precisando che la sua posizione rimane ferma indipendentemente dall'avvicinarsi delle consultazioni nazionali. Salis ha invece proposto un approccio alternativo: "Sarebbe opportuno avviare una discussione interna per identificare un leader capace di guidare il movimento progressista".

Interrogata dal Secolo XIX su una possibile sua candidatura, la sindaca ha respinto l'ipotesi pur riconoscendo con piacere l'attestato di stima rappresentato dall'interesse nei suoi confronti. "Rimango la sindaca di Genova", ha ribadito con chiarezza Salis, evidenziando come questo incarico costituisca il suo impegno prioritario.

La sindaca ha inoltre chiarito che in caso di primarie non sosterrebbe alcun candidato specifico. La ragione principale risiede nel fatto che tutti i partiti del fronte progressista sostengono la sua esperienza amministrativa nel capoluogo ligure. Secondo Salis, qualsiasi confronto interno tra candidati durante le primarie comporterebbe il rischio di alimentare divisioni che il centrodestra potrebbe facilmente sfruttare a proprio vantaggio. "Sono segnali molto negativi dai quali dovremmo mantenerci decisamente lontani", ha concluso la sindaca, ribadendo la necessità di coesione interna per il centrosinistra.