La famiglia Paoli ha dovuto affrontare il dolore della perdita di Giovanni, nato nel 1964 dalla relazione tra il grande musicista genovese Gino Paoli e la sua prima moglie Anna Fabbri. Il 7 marzo dello scorso anno, il primogenito è deceduto presso l'unità coronarica dell'ospedale Niguarda di Milano, vittima di un infarto acuto. Una tragedia che arriva a poco più di un anno dalla scomparsa dello stesso Gino Paoli, avvenuta a 91 anni nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2025.

Giovanni aveva scelto di abbandonare le orme paterne nel mondo della musica per dedicarsi completamente al giornalismo, sua vera passione. Inizialmente aveva collaborato con alcune pubblicazioni del gruppo Mondadori, tra cui le celebri riviste Diva e Donna, per poi approdare alle redazioni di Tv Sorrisi e Canzoni e della testata Chi durante la direzione di Silvana Giacobini. Nel corso della sua carriera aveva raggiunto posizioni di rilievo, diventando caporedattore di Novella 2000 e successivamente vicedirettore della stessa pubblicazione. Negli ultimi anni aveva ricoperto il ruolo di direttore responsabile di DillingerNews, la rivista legata a Fabrizio Corona, oltre a essere caporedattore di Lei Style.

Un aspetto poco noto della vita di Giovanni emerge da un articolo che lui stesso aveva pubblicato sulla rivista che dirigeva in occasione dei 90 anni di suo padre. Nel pezzo, il giornalista raccontava con stupore il momento in cui aveva scoperto di avere una sorella, l'attrice Amanda Sandrelli, nata dalla relazione extramatrimoniale di Gino Paoli con Stefania Sandrelli. I due fratellastri erano venuti al mondo a pochi mesi di distanza: Giovanni a Genova il 13 luglio 1964, Amanda a Losanna il 31 ottobre dello stesso anno. Nel suo ricordo toccante, Giovanni aveva descritto come il padre lo caricò in macchina lungo l'Autosole per portarlo a conoscere la sorella, mentre lui, ancora bambino, non riusciva nemmeno a proferire parola per lo stupore e lo shock.

Nonostante il suo breve excursus musicale accanto al padre, Giovanni aveva trovato nella professione giornalistica la sua vera vocazione, dimostrando capacità di leadership e dedizione nel settore dell'editoria italiana. La sua scomparsa prematura ha privato il panorama giornalistico di una figura che aveva saputo costruire una carriera solida e riconosciuta nel corso dei decenni.