Nella consueta analisi delle decisioni arbitrali della 30ª giornata di Serie A, la trasmissione Open Var di Dazn ha affrontato i principali episodi controversi attraverso le spiegazioni di Mauro Tonolini, ex arbitro e membro della Commissione Arbitri Nazionale. Le polemiche non sono mancate, soprattutto attorno alla partita disputata al Franchi tra Fiorentina e Inter, dove i nerazzurri hanno invocato un rigore non concesso.

Il fulcro della contesa riguarda un presunto contatto di mano del difensore viola Pongracic nel primo tempo. Secondo la valutazione dell'arbitro Colombo, supportata dalla sala Var con Maresca e Massa, il gesto non era sanzionabile. Tonolini ha confermato questa lettura, sottolineando come il pallone rimbalzasse davanti al giocatore fiorentino, il quale tentava di gestirlo con il tacco prima che il contatto col braccio avvenisse in maniera completamente naturale rispetto ai movimenti del corpo. "Una situazione di assoluta non punibilità", ha dichiarato l'esperto, escludendo anche l'eventuale influenza della posizione di Thuram sulla continuazione dell'azione.

Ben diverso il verdetto riguardante il rigore assegnato in Juve-Sassuolo. L'arbitro Marchetti, richiamato al monitor nel finale di gara, ha ravvisato un fallo di mano del difensore neroverde Idzes in area di rigore. Tonolini ha approvato questa decisione, evidenziando come la vera difficoltà non consista nel valutare la naturalità della posizione del braccio, bensì nell'accertare con certezza il contatto con la sfera. Una volta verificato questo elemento, la punibilità risulta evidente: il braccio sinistro era in posizione innaturale, configurando così una chiara situazione di rigore.

Altro episodio sottoposto al vaglio riguarda il fallo commesso da Pavlovic su Simeone in Milan-Torino, che ha portato all'assegnazione di un calcio di rigore. Anche in questo caso Tonolini ha confermato la correttezza della decisione, sebbene con una nota critica: la revisione al monitor è stata eccessivamente lunga, causando dilatazione dei tempi e possibili incrementi di incertezza tra gli addetti ai lavori e il pubblico. Un richiamo implicito ai protocolli Var, affinché le revisioni rimangono snelle e decise.