La crisi politica nel governo Meloni si aggrava con le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, esponente di spicco di Fratelli d'Italia. La decisione arriva a poche ore dalla bocciatura referendaria della riforma giustizia voluta dall'esecutivo, che ha ricevuto il 53,7% dei voti contrari. Contestualmente rassegna le propria rinuncia anche Giusi Bertolozzi, responsabile dello staff del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Al centro della tempesta politica vi è la scoperta di una partecipazione azionaria di Delmastro in una società che gestisce un ristorante. La proprietaria formale della struttura è Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, un imprenditore condannato a quattro anni di reclusione con l'accusa di intestazione fittizia di patrimoni collegati alle operazioni del clan di Michele Senese, uno dei principali boss della camorra di Napoli. Mauro Caroccia è attualmente detenuto nel penitenziario di Viterbo. Il politico aveva ceduto le sue quote, che rappresentavano il 25% della società, solo successivamente alla scoperta. Sia Miriam che suo padre risultano oggetto di indagini da parte della procura di Torino, mentre Delmastro non è formalmente indagato.

Nella sua dichiarazione ufficiale, Delmastro ha sottolineato di aver sempre combattuto la criminalità con risultati concreti, ma di aver compiuto "una leggerezza" di cui si assume pienamente la responsabilità. "Non ho fatto niente di scorretto", ha precisato, rendendo omaggio al governo Meloni e alla presidente del Consiglio per il loro impegno nell'interesse nazionale. Le dimissioni rappresentano un tentativo di contenere il danno politico prima del question time che il ministro Nordio dovrà affrontare domani in aula.

Prima della piega negativa degli eventi, sia Nordio che la premier Meloni avevano difeso pubblicamente il sottosegretario. Il ministro della Giustizia lo aveva descritto come una persona priva di legami mafiosi, accusandolo al massimo di qualche eccesso comunicativo. La Meloni, intervenendo in televisione giorni addietro, aveva etichettato Delmastro come "leggero" nel comportamento, ma aveva nettamente negato qualsiasi coinvolgimento in attività criminali o connivenza organizzata. Tuttavia, ha suggerito una possibile lettura tattica dei tempi di emersione dello scandalo.

L'indagine della procura del capoluogo piemontese sta accelerando i ritmi, promettendo sviluppi significativi nei prossimi giorni. La situazione rappresenta un colpo duro per la coalizione di governo, già scossa dalla sconfitta referendaria, e pone interrogativi sulla gestione della comunicazione politica attorno a questioni delicate come la trasparenza e i conflitti di interesse.