È definitiva la condanna a 21 anni di carcere per Evaristo Scalco, il maestro d'ascia originario di Cittiglio che nel novembre del 2022 tolse la vita a Javier Miranda Romero con una freccia scoccata dal proprio arco. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, composta dagli avvocati Jacopo Pensa e Federico Papa, chiudendo così ogni possibilità di appello per l'imputato.

I fatti risalgono alla notte tra l'1 e il 2 novembre 2022, quando Miranda Romero, un quarantunenne peruviano, stava festeggiando la nascita di un figlio insieme a un amico nei vicoli del centro storico genovese, in Vico Mele. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il diverbio tra l'uomo e Scalco sarebbe nato dal fastidio del maestro d'ascia nei confronti del vociare dei due. La situazione degenerò fino al gesto letale: lo sparo della freccia che non lasciò scampo alla vittima.

Il percorso giudiziario ha visto diverse fasi. In primo grado, Scalco ricevette una condanna più severa: 23 anni di reclusione, con l'esclusione però dell'aggravante relativa all'odio razziale. Il pubblico ministero aveva avanzato una richiesta ben più pesante, chiedendo l'ergastolo. In appello, la pena venne ridotta a 21 anni, sentenza che ora diventa definitiva con la decisione della Suprema Corte.

La linea difensiva di Scalco ha sempre sostenuto che l'intenzione non era quella di uccidere, bensì semplicemente di allontanare Miranda Romero dalla zona. Una versione che non ha trovato riscontro nei giudici, che hanno ritenuto provato l'elemento della volontarietà nel gesto omicida. Con la pronuncia odierna della Cassazione, la discussione legale si conclude e la sentenza diventa esecutiva.