Una donna siciliana si trova intrappolata in un vuoto legale mentre subisce molestie persistenti da parte di un ex fidanzato che vive all'estero. L'uomo è indagato per stalking e revenge porn, ma la Procura della Repubblica di Catania ha deciso di richiedere l'archiviazione dell'inchiesta, sostenendo che la sua residenza estera e il provvedimento di espulsione che lo riguarda eliminerebbero il rischio di reiterazione dei reati. Una motivazione che ha acceso il dibattito sulla protezione delle vittime nel mondo digitale.

Secondo la ricostruzione dei fatti, tutto ebbe inizio con una breve relazione sentimentale tra la vittima e un cittadino egiziano, che includeva momenti di intimità condivisi anche attraverso videochiamate. Quando la donna decise di chiudere il rapporto, l'ex fidanzato iniziò a trasformare quei momenti privati in un'arma di ricatto e vendetta. Ha pubblicato immagini e video a contenuto sessuale su diverse piattaforme digitali utilizzando profili falsi, inviando il materiale a conoscenti, amici e su gruppi social di locali notturni. Non contento, avrebbe minacciato di morte la donna e di affiggere le foto intime sui muri davanti alla scuola dove studiano i suoi due figli.

Il gup (giudice per le indagini preliminari) ha però rigettato la richiesta di archiviazione accogliendo l'opposizione presentata dall'avvocato della vittima, Biagio Scibilia, che nelle scorse settimane ha depositato un'integrazione alla denuncia originale. L'avvocato ha sollevato un'obiezione decisiva: la norma che consentirebbe di archiviare non può essere applicata ai crimini informatici, poiché le condotte criminali possono proseguire da qualunque angolo del pianeta grazie alla natura globale di internet.

"Se lo stalker si trova all'estero, la vittima rimane sostanzialmente priva di tutela?", si chiede il legale della donna, evidenziando un paradosso preoccupante del sistema penale italiano. La difesa della vittima contesta quindi la logica sottesa alla richiesta di archiviazione: una persona residente oltreconfine potrebbe continuare a molestare, ricattare e diffondere materiale intimo senza alcuna conseguenza legale, sfruttando proprio il fatto di trovarsi in un'altra nazione.