Durante il Brussels AI Symposium, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti in Unione europea, ha lanciato una critica durissima contro il modello regolatorio europeo, accusandolo di scoraggiare l'espansione delle imprese tecnologiche nel continente. Secondo il diplomatico americano, le aziende tech in crescita si scontrano costantemente con barriere normative e ostacoli finanziari che le spingono a cercare fortuna nella Silicon Valley, sottraendo così all'Europa il potenziale di sviluppo innovativo e occupazionale.

Puzder ha sottolineato come proprio in questo momento critico sarebbe fondamentale una collaborazione transatlantica nei settori chiave dell'intelligenza artificiale, dei data center e della gestione dei dati. Ha quindi evidenziato che le principali piattaforme globali, fra cui Meta, sono già presenti in Europa e disponibili a lavorare insieme alle istituzioni europee per il progresso tecnologico condiviso.

Tuttavia, il rappresentante americano ha denunciato l'instabilità del quadro normativo europeo, affermando che le regole cambiano frequentemente e inaspettatamente, rendendo praticamente impossibile programmare investimenti a lungo termine. Come esempio concreto, Puzder ha citato le recenti sanzioni comminate dall'Ue, inclusa una multa di 140 milioni di dollari inflitta alla piattaforma X di Elon Musk, sottolineando come questi interventi sanzionatori si susseguano a ritmo serrato.

Il messaggio del diplomatico rappresenta una pressione significativa su Bruxelles, evidenziando la tensione fra l'approccio europeo di regolamentazione stringente e la visione americana di libertà normativa. Puzder ha concluso affermando che in questo contesto di vincoli continui diventa estremamente complesso per le aziende introdurre nuove soluzioni tecnologiche e mantenere una crescita competitiva nel mercato europeo, rischiando di marginalizzare il continente nella corsa all'innovazione globale.