Le elezioni danesi riserva una sorpresa amara ai due principali contendenti. Secondo gli exit poll diffusi dalla televisione pubblica danese Dr, i Socialdemocratici della premier uscente Mette Frederiksen subiscono una sconfitta pesante, fermandosi al 19,2% dei consensi. È un risultato che fa storia, anche se negativa: rappresenta il peggior piazzamento del partito da oltre un secolo, esattamente dal 1901. La forza politica che ha guidato il paese negli ultimi anni esce quindi fortemente indebolita dal voto.
Ma il voto riservava brutte sorprese anche all'altro grande protagonista della campagna elettorale. I Liberali di Venstre, guidati dal ministro della Difesa uscente Troels Lund Poulsen, toccano il loro punto più basso di sempre, non riuscendo nemmeno a superare la soglia del 10%. Un naufragio che segna il declino di una forza tradizionalmente importante nello scacchiere politico danese.
Di fronte al deludente risultato dei due principali candidati, attenzione ora puntata sui Moderati, il partito guidato dal ministro degli Affari Esteri Lars Løkke Rasmussen. Con poco più dell'8%, potrebbero rivelarsi la chiave di volta per la composizione della prossima maggioranza parlamentare. Toccherà adesso a questi soggetti minori costruire le alleanze necessarie a formare un esecutivo stabile, in quella che si prospetta come una fase di negoziazioni complessa e dal risultato ancora incerto.