Una mattinata memorabile quella che gli studenti del liceo Berchet di Milano hanno vissuto martedì quando le porte della loro scuola si sono spalancate per accogliere Niccolò Manion, guardia dell'Olimpia Milano. Il ventitreenne di origini senesi, che nel corso della sua carriera ha alternato esperienze nel campionato italiano a stage internazionali, ha incontrato i ragazzi delle superiori milanesi in un'atmosfera carica di curiosità e entusiasmo. L'evento rientra nel programma Olimpia@School, promosso dalla classe quarta F, anche se alla manifestazione hanno partecipato complessivamente dieci classi con un centinaio di partecipanti.

Transformata in una vera e propria sala stampa, la palestra della scuola ha ospitato una sessione di domande e risposte dove i giovani studenti si sono dimostrati ben preparati e curiosi. Manion non ha risparmiato sincerità nel raccontare il suo percorso: dalle prime esperienze da bambino guidato dalla passione per la palla a spicchi, fino ai sacrifici affrontati durante l'adolescenza. "I momenti più difficili li ho superati quando ero più giovane" ha spiegato il giocatore, ricordando come abbia dovuto rinunciare a tante attività sociali tipiche dei suoi coetanei mantenendo una disciplina rigorosa nello stile di vita.

Ancora più significative le riflessioni sulla pressione agonistica. Alla domanda su come gestisca lo stress durante le competizioni, Manion ha offerto un insegnamento applicabile ben oltre lo sport: "La preparazione negli allenamenti è la base. Quando lavori costantemente e con dedizione, sul campo ti senti naturalmente attrezzato ad affrontare qualunque situazione". Una lezione di metodo e consapevolezza che ha risuonato particolarmente tra i giovani ascoltatori.

Il giocatore ha voluto concludere il suo messaggio con una nota motivazionale ma realistica: "Per avere successo serve impegno quotidiano, ma altrettanto importante è non caricate eccessivamente il peso delle responsabilità sulle vostre spalle e credere fermamente nelle proprie possibilità". Una visione che unisce determinazione e leggerezza, ricordando come lo sport, come la vita, debba essere coltivato con entusiasmo genuino senza trasformare obiettivi in ossessioni.

Guardando al futuro, Manion ha ammesso di non avere ancora piani definitivi per la fase post-carriera, ma ha confessato una preferenza marcata: restare nel mondo del basket probabilmente come allenatore, trasmettendo a sua volta ai giovani quella combinazione di competenza tecnica e saggezza che sta cercando di instillare nei ragazzi del Berchet.