Firenze - Tornare al Mondiale dopo le delusioni degli ultimi otto anni rappresenterebbe per l'Italia non solo una riscossa sportiva, ma un'iniezione economica significativa. Se gli azzurri dovessero staccare il biglietto per la kermesse iridata del 2026 in programma negli Stati Uniti, Canada e Messico, la Federazione Italiana Giuoco Calcio riceverebbe un compenso complessivo di 20 milioni di euro. Una cifra che comprende il premio di partecipazione da 9 milioni di dollari, oltre a 1,5 milioni destinati alla preparazione della squadra. Il debutto canadese, previsto per il 12 giugno a Toronto contro i padroni di casa, assumerebbe un significato particolare considerando che nella sola area metropolitana della città vivono quasi 470 mila persone di origine italiana. L'indotto turistico e commerciale legato a una simile occasione rappresenterebbe un valore aggiunto considerevole per il sistema economico italiano.
Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha scelto di trasformare questo torneo in un evento record, con un montepremi globale di 655 milioni di dollari, il 50% in più rispetto all'edizione qatariota del 2022, distribuito tra 48 nazionali partecipanti. La strada verso il girone sembra agevole sulla carta: gli azzurri affronterebbero Canada, Qatar e Svizzera, con la possibilità concreta di passare il turno e incassare ulteriori 2 milioni in caso di accesso ai sedicesimi di finale.
Per comprendere l'importanza di questa qualificazione, basta analizzare l'impatto negativo subito dalla Figc negli ultimi anni. Le esclusioni dai Mondiali del 2018 e 2022 hanno generato perdite finanziarie comprese tra 8 e 40 milioni di euro. Il presidente Gabriele Gravina ha dedicato il suo mandato a diversificare le fonti di guadagno della federazione, riducendo la dipendenza eccessiva dai risultati della nazionale. Il fatturato è cresciuto dai 174 milioni del 2019 sino ai 224,2 milioni nel 2024, grazie a una strategia commerciale più aggressiva e a partnership rinnovate.
Il bilancio preventivo approvato a fine gennaio prevede una perdita di 6,6 milioni nel malaugurato scenario di un'eliminazione ai playoff, scenario che Gravina stesso ha commentato affermando come una qualificazione mondiale avrebbe "ovviamente un impatto assai positivo sul budget". La federazione ha messo a segno risultati impressionanti sul fronte commerciale: i ricavi da sponsor e pubblicità hanno raggiunto gli 81,4 milioni nel 2024, superando i 70,8 milioni dell'anno precedente.
Un ruolo fondamentale è stato giocato dall'accordo pluriennale siglato con Adidas nel gennaio 2023, proprio a pochi mesi dalla delusione di Qatar. Il colosso tedesco garantisce alla Figc 35 milioni di euro annuali sino al 2030, collocando la federazione italiana tra le prime cinque a livello mondiale per introiti da sponsor tecnico. Questa partnership ha moltiplicato esponenzialmente il merchandising: nel solo 2024 la vendita di magliette e attrezzature della nazionale ha generato 34,4 milioni di euro per Adidas, cifra che dimostra il potenziale ancora inespresso del brand azzurro nel mercato globale.