Una nazione nel cuore di un'altra nazione. Mentre la Nazionale italiana si prepara a sfidare l'Irlanda del Nord domani a Bergamo e successivamente il Galles, dall'altra parte dell'Oceano attendono milioni di persone con le radici piantate nel Belpaese. Secondo i dati più recenti, tra Stati Uniti e Canada vivono circa 17-20 milioni di cittadini di origine italiana, un patrimonio umano immenso che rappresenta il quarto gruppo etnico europeo negli Usa, dopo tedeschi, irlandesi e britannici. Non è giocare in casa, certo, ma è qualcosa di simile: una casa distribuita su un continente intero.

Toronto è il cuore pulsante di questa Italia lontana. La metropoli canadese ospita circa 600mila persone di origine italiana, la quarta comunità tricolore al mondo dopo San Paolo, Buenos Aires e New York. Il censimento canadese del 2021 ha registrato oltre 468mila italocanadesi nella Grande Toronto. La città vive di tradizioni italiane in due quartieri simbolo: il leggendario Little Italy su College Street West, dove esiste la prima e unica Italian Walk of Fame, e il Corso Italia su St. Clair Avenue West, nato negli anni Settanta come distretto dove convivono negozi di moda, ristoranti, gelaterie e panifici. Ancora oggi viene ricordata con nostalgia la celebrazione del 1982, quando la vittoria mondiale di Bearzot in Spagna portò in strada oltre 300mila persone che occuparono quasi venti isolati della città.

La California non è da meno. Los Angeles e l'area metropolitana contano oltre 1,4 milioni di abitanti di origine italiana. Sebbene non raggiunga l'intensità di New York, la città degli angeli possiede una comunità italiana radicata e visibile in quartieri come Lincoln Heights, Alhambra e Montebello, oltre che nel Fashion District della Downtown, dove l'Italia rimane protagonista indiscussa nel settore della moda, e nel distretto portuale di San Pedro.

Ma l'Italia che aspetta dall'altra sponda dell'Atlantico non è solo quella del passato migratorio. Accanto ai discendenti della grande ondata immigratoria del secolo scorso si affianca un'Italia contemporanea: giovani imprenditori, professori universitari, scienziati e ricercatori che hanno portato innovazioni nei settori dell'informatica e dell'alta tecnologia. Una comunità dinamica e contemporanea che non vede l'ora di tifare per i colori nazionali in un palcoscenico mondiale.

Perché l'Italia sia presente a questi Mondiali, tuttavia, deve prima superare gli ostacoli che si frappongono. L'Irlanda del Nord e il Galles rappresentano gli ultimi gradini da salire per raggiungere quella fase finale che tanto la comunità italoamericana e italocanadese attende. Gattuso e i suoi ragazzi hanno il compito non da poco di trasformare l'entusiasmo di venti milioni di sostenitori sparsi tra Nord America in una qualificazione concreta.