Il Mondiale di calcio del 2026, che si terrà tra Canada, Stati Uniti e Messico, rappresenta un'occasione di guadagno importante anche per i club europei. La Fifa ha infatti deciso di incrementare sensibilmente le compensazioni economiche destinate alle società che forniranno giocatori alle rispettive nazionali durante la manifestazione. L'accordo è stato sancito nel 2023 dalla Federazione internazionale insieme ad Aleksander Infantino e Nasser Al Khelaifi, numero uno dell'Eca (l'associazione dei club calcistici europei), attraverso l'ampliamento del programma di benefici pensato a favore delle squadre.

Le cifre in gioco sono significative. Rispetto all'edizione in Qatar del 2022, quando vennero erogati 209 milioni di dollari complessivi, la prossima edizione vedrà uno stanziamento di 355 milioni di dollari: un aumento di circa il 70 per cento, equivalente a quasi 146 milioni aggiuntivi. I dettagli sulla distribuzione tra le 48 federazioni partecipanti non sono stati ancora comunicati nel dettaglio, ma il meccanismo di compensazione appare trasparente e inclusivo.

Secondo le regole stabilite, ogni club che avrà almeno un atleta impegnato nel torneo riceverà un compenso, indipendentemente dal fatto che la nazionale di appartenenza raggiunga la fase finale. Le compensazioni riguardano sia le fasi di qualificazione che i playoff preliminari, con un rimborso giornaliero per ogni calciatore in forza alla squadra e impegnato negli impegni internazionali. In Qatar questa cifra era fissata a diecimila dollari al giorno (circa ottomila cinquecento euro), con ogni probabilità destinata a crescere per il 2026.

L'Inter rappresenta un caso emblematico di come il Mondiale può tradursi in benefici concreti per i club di vertice. Con cinque nazionali nel gruppo di Gattuso (Bastoni, Dimarco, Frattesi, Barella e Pio Esposito), i nerazzurri potrebbero incassare un milione di euro nel solo caso in cui l'Italia si qualifichi e completi almeno il girone di qualificazione e la fase a gruppi, con una permanenza ipotizzata intorno al mese. Allargando lo sguardo all'intera Serie A, una qualificazione azzurra porterebbe nelle casse dei club italiani una cifra compresa tra i sette e gli otto milioni di euro da ripartire tra i ventisei calciatori impiegati nella competizione.

Per la Federazione italiana il ritorno economico è ancora più consistente: sono attesi circa venti milioni di euro da destinare alle casse della Figc. L'importanza della qualificazione al Mondiale va dunque oltre il valore sportivo e reputazionale, rappresentando un'opportunità concreta di incremento dei ricavi sia per i singoli club che per l'intero movimento calcistico nazionale.