Una frattura significativa emerge all'interno dell'Alleanza atlantica secondo quanto riportato dal Financial Times. Il segretario generale della Nato Mark Rutte avrebbe irritato numerosi governi europei per le sue dichiarazioni di sostegno alla campagna militare condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran. La tensione riguarda in particolare la strategia di coinvolgimento europeo nel mantenimento della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio globale.
La posizione di Rutte, secondo fonti diplomatiche consultate dal quotidiano britannico, avrebbe suggerito che gli alleati europei alla fine aderirebbero all'appello del presidente americano di schierare mezzi navali nella regione. Questa prospettiva ha generato forte disapprovazione nelle cancellerie del Vecchio Continente. Un funzionario dell'Unione Europea ha dichiarato in forma anonima: "Questa posizione ci mette in una situazione realmente scomoda e imbarazzante. Vogliamo dimostrare la nostra lealtà all'alleanza, ma la realtà è che non disponiamo dei mezzi per partecipare significativamente a un conflitto di questa portata".
Pochi giorni fa, Rutte aveva comunicato che una coalizione di 22 Paesi, comprendente la maggioranza dei membri Nato oltre a nazioni come Giappone, Cocodia del Sud e Bahrein, si era riunita con l'obiettivo di garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz nel minor tempo possibile. Quando gli è stato ricordato che Donald Trump aveva recentemente definito "codardi" gli alleati della Nato, il segretario generale ha evitato di entrare nel merito della controversia, limitandosi a sottolineare che i 22 Paesi della cosiddetta coalizione di Hormuz si erano uniti "per rispondere all'appello di Trump".
Nella medesima settimana, il premier britannico Keir Starmer, lo stesso Rutte e il presidente francese Emmanuel Macron avevano coordinato le loro dichiarazioni pubbliche. I tre leader avevano condannato gli attacchi iraniani contro il Qatar, mantenendo un silenzio imbarazzante riguardo ai bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro infrastrutture e giacimenti petroliferi iraniani. Downing Street aveva riferito che i tre dignitari avevano sottolineato l'importanza cruciale di garantire la libertà di navigazione commerciale nell'area strategica e di sviluppare un piano sostenibile per la riapertura dello stretto.