Un'altra ondata di licenziamenti scuote l'industria dei videogiochi. Epic Games ha annunciato martedì il taglio di oltre 1.000 posizioni lavorative, pari a quasi un quarto della propria organizzazione mondiale. A comunicare la decisione è stato direttamente Tim Sweeney, amministratore delegato dell'azienda, in una lettera ai dipendenti dove non nasconde la realtà: Fortnite, il titolo che ha fatto la fortuna dell'azienda, sta perdendo colpi sul mercato.
Le cause sono molteplici ma convergenti. Secondo Sweeney, il calo di partecipazione riscontrato da inizio 2025 ha trasformato il modello economico del gioco in una corsa in perdita: i costi operativi superano ormai gli incassi. Per tamponare l'emorragia, oltre alle quasi 1.100 dismissioni, la società prevede risparmi aggiuntivi per oltre 500 milioni di dollari attraverso il taglio di contratti, budget dedicati al marketing e posti vacanti non ancora coperti. Nel 2023 l'azienda aveva già affrontato un primo ridimensionamento con 830 licenziamenti.
I numeri raccontano una storia di declino inarrestabile. Nonostante Fortnite rimanga uno dei giochi più giocati a livello globale, i dati di febbraio 2026 rivelano una tendenza preoccupante. Secondo Circana, negli Stati Uniti il titolo mantiene ancora il comando in quanto a utenti attivi mensili su PlayStation (35%) e Xbox (31%), ma il tempo medio speso dai giocatori si è contratto sensibilmente: 16 ore mensili per utente su PS contro le 21 registrate nello stesso mese dell'anno precedente, e 15 contro 19 su Xbox. Una contrazione che parla di lettori sempre meno coinvolti. A pagare lo scotto saranno anche tre modalità di gioco: Rocket Racing, Ballistic e Festival Battle Stage verranno disattivate.
Sweeney ha voluto precisare che i licenziamenti non hanno alcun legame con l'avanzamento dell'intelligenza artificiale nel settore, assicurando che l'azienda intende preservare il maggior numero possibile di sviluppatori di qualità focalizzati su innovazione e produzione di contenuti. Tuttavia, il ritorno su mobile rappresenta un capitolo ancora tutto da scrivere: dopo anni di battaglie legali contro Apple e Google che hanno tenuto Fortnite lontano dagli store ufficiali, il gioco è tornato su Google Play Store solo il 19 marzo di quest'anno e gli effetti economici sono ancora marginali. "Nel tentare di stare all'avanguardia abbiamo affrontato uno scontro che solo adesso comincia a mostrare i primi frutti positivi", ha commentato l'amministratore.
Per quanto riguarda il futuro, Epic non rinuncia a grandi promesse. L'azienda ha in cantiere nuovi contenuti stagionali per Fortnite, la transizione verso Unreal Engine 6 e «lanci di rilievo» attesi entro la fine del 2026. Ma questi piani ambiziosi dovranno realizzarsi con una squadra drasticamente più piccola e un margine di errore ridotto al minimo.