Trascorrere quattro settimane in un rifugio alpino a quota superiore ai duemila metri, con pernottamento e vitto interamente finanziati, più un compenso economico. Non si tratta di una promozione commerciale, ma di una vera e propria opportunità scientifica offerta da Eurac Research, l'istituto di ricerca bolzanino che ha lanciato la seconda edizione di Mahe (Moderate Altitude Healthy Exposure). L'iniziativa, finanziata dal programma Joint Project del Fondo nazionale svizzero in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano, trasformerà un rifugio in un laboratorio ad alta quota per colmare uno dei principali buchi nella ricerca medica contemporanea.

Secondo i dati internazionali, circa 200 milioni di persone nel mondo abitano stabilmente oltre i duemila metri di altitudine. Eppure la comunità scientifica ha sempre concentrato le proprie ricerche fisiologiche sulle altitudini estreme, superando i 4.000 metri, oppure sui corpi di atleti professionisti. Il vuoto lasciato dalle ricerche precedenti riguarda proprio la popolazione "ordinaria": come reagisce il corpo medio di un individuo sano a un'esposizione prolungata in montagna senza compiere sforzi particolari? Indagini preliminari condotte in Alto Adige suggeriscono che vivere tra i 2.000 e i 2.500 metri potrebbe ridurre l'incidenza di ipertensione e problemi metabolici, ma servono dati solidi per confermare questa ipotesi affascinante.

Hannes Gatterer, direttore dell'Istituto di medicina d'emergenza in montagna dell'Eurac, ha spiegato il programma di monitoraggio: "Analizzeremo la pressione arteriosa, l'attività del sistema nervoso simpatico, il volume plasmatico e gli eritrociti, oltre a nutrizione, appetito e qualità del riposo notturno". Durante il soggiorno, i volontari non dovranno sottoporsi a esercizi fisici intensi, ma manterranno le proprie routine quotidiane. Il rifugio è dotato di connessione Wi-Fi, permettendo ai partecipanti di continuare lo smart working, preparare esami universitari o semplicemente dedicarsi a letture e passeggiate.

Lo studio si svolgerà presso il Rifugio Nino Corsi, posizionato a 2.265 metri nella Val Martello all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio. La scelta della location risponde sia all'altitudine ottimale per la ricerca sia alla condizione di ecosistema pressoché intatto dal turismo di massa. Eurac cerca 12 volontari con caratteristiche specifiche: sono esclusi i fumatori, gli atleti professionisti o semi-professionisti, e le persone che seguono diete vegane. Oltre alle spese coperte integralmente, ogni partecipante riceverà 400 euro di rimborso per le spese accessorie.