Il capodelegazione di Fratelli d'Italia presso il Parlamento europeo Carlo Fidanza ha portato l'attenzione su un fenomeno sociale che esce dai confini nazionali: la criminalità giovanile dei cosiddetti maranza. Durante la presentazione del volume 'Piumini e catene. Storie di maranza' presso l'aula bruxellese, Fidanza ha inquadrato la questione come un tema di rilievo continentale, strettamente legato alle dinamiche di integrazione e ai fenomeni di disagio giovanile che interessano sempre più metropoli europee.

Il libro, frutto della collaborazione tra Alessio Gallicola (vicedirettore del quotidiano Il Tempo) e lo scrittore Roberto Arditti, documenta dodici episodi di cronaca nera che ruotano attorno al mondo della criminalità minorile urbana. Un'indagine narrativa che gli autori ritengono fondamentale portare sui banchi delle istituzioni continentali: secondo Gallicola, il fenomeno ha assunto proporzioni tali da richiedere un intervento prioritario nei processi decisionali europei, altrimenti il rischio è di trovarsi sopraffatti da una dinamica destabilizzante.

Secondo Fidanza, il nocciolo della questione risiede nell'integrazione mancata di determinate generazioni di giovani figli o nipoti di immigrati, la cui marginalità sociale si trasforma in comportamenti violenti. Per il politico di destra, è dunque imperativo affrontare il tema dell'immigrazione incontrollata e ripristinare con fermezza il presidio della legalità e della sicurezza, considerati prerequisiti essenziali per garantire una vera libertà ai cittadini europei.

Arditti ha sottolineato come il fenomeno non sia circoscritto all'Italia, bensì diffuso in numerose città del continente. Tuttavia, ha precisato, è necessario operare una netta distinzione all'interno della comunità migrante: tra chi si integra correttamente e rispetta le regole, e chi invece ricorre alla violenza organizzata. Solo conoscendo a fondo questa realtà sarà possibile contrastarla con efficacia.