Un nuovo capitolo dello scontro tra il mondo della comunità islamica torinese e il direttore del quotidiano il Giornale, Tommaso Cerno. Ad accendere i riflettori sulla polemica è Brahim Baya, figura di rilievo della moschea Taiba di Torino, che attraverso i social ha lanciato un attacco diretto al giornalista. Secondo Baya, Cerno non avrebbe "preso bene" le critiche provenienti da quella che definisce come l'"ecosistema islamofobo" della coalizione Forza Italia-Lega, accusandolo di essere "disperato" nel ribadire, ormai da anni, tesi che ritiene inaccettabili sulla presunta infiltrazione di esponenti islamici nelle file della sinistra italiana.

La provocazione non è caduta nel vuoto. Cerno ha replicato con tono fermo e ironico, ricordando che in Italia vige il diritto costituzionale alla libertà di espressione e di pensiero, diritto che nessuna autorità religiosa può limitare. "Sarò pure un infedele agli occhi dell'imam Baya," ha dichiarato il direttore, "ma in questo paese la libertà di parola è garantita a tutti, non solo a chi la pensa come lui. Nessuna sura coranica modifica le nostre leggi fondamentali." Cerno ha inoltre rimarcato che simili pressioni non lo dissuaderanno dal continuare a esprimere le proprie opinioni.

Nella sua controreplica, il giornalista ha sollevato ulteriori questioni che riguardano il passato di Baya, in particolare le sue frequentazioni con personaggi attualmente sottoposti a procedimenti giudiziari per terrorismo. Ha inoltre criticato alcune dichiarazioni attribuite al referente della moschea relativamente agli attacchi iraniani, che Baya avrebbe descritto come "messaggi", una caratterizzazione che, secondo Cerno, confligge apertamente con i principi pacifisti sanciti dalla Costituzione italiana, che ripudia la guerra.

Lo scambio tra i due protagonisti riflette una tensione più ampia che caratterizza il dibattito pubblico italiano attorno ai temi legati all'integrazione, alla sicurezza e al ruolo delle comunità islamiche nella società. Da un lato, esponenti di organizzazioni musulmane accusano i critici di alimentare islamofobia; dall'altro, chi si oppone a certe posizioni sostiene di difendere semplicemente la libertà di opinione e i valori costituzionali. Lo scontro Cerno-Baya rimane emblematico di questa polarizzazione crescente nel dibattito italiano contemporaneo.